No al sequestro: noti locali tornano nelle mani del proprietario

Il Riesame applica sentenza della Cassazione: "Pizzaman" di via Baracca, "Il Barco" e il "Caldana" a Iuzzollino

Il Tribunale del Riesame di Firenze, come stabilito nelle scorse settimane dalla Corte di Cassazione, ha annullato il provvedimento di sequestro preventivo avente ad oggetto beni, tra cui numerosi conti ed alcuni noti locali ed attività commerciali fiorentine, riconducibili all'imprenditore Giuseppe Iuzzolino.

E' l'ennesimo capitolo di una lunga e controversa vicenda che ha visto l'imprenditore calabrese, fino dal 2016, al centro di una querelle giudiziaria in cui sono rimaste coinvolte anche altre cinque persone e varie società. Fra queste anche quelle per la gestione i locali "Pizza Man" di via Baracca (che ha lo stesso nome ma non ha niente a che vedere con l'omonima catena di pizzerie), la pasticceria "Il Barco" sempre in via Baracca e il bar "Caldana" di piazza Leopoldo.

Il provvedimento segue, come hanno sottolineato i legali della difesa in una nota, la recentissima sentenza di annullamento della confisca di prevenzione sui medesimi beni da parte della Suprema Corte, che ha disposto un nuovo giudizio di appello anche con riferimento alle misure di prevenzione.

La vicenda giudiziaria è poi proseguita con un primo annullamento del provvedimento di sequestro da parte del Tribunale del Riesame, avvenuto nel giugno 2016. La procura aveva però fatto ricorso in Cassazione, che aveva accolto il ricorso e annullato il dissequestro, rinviando la questione al Tribunale del Riesame, che aveva a questo punto, nel gennaio scorso, riconfermato i sequestri.

A questa decisione è seguito un nuovo ricorso in Cassazione dei legali di Iuzzolino e degli altri indagati: la Corte, il 12 aprile scorso, pochi giorni fa, ha deciso per un altro annullamento, con nuovo rinvio al Riesame, del provvedimento di sequestro.

Gli avvocati Roberto D'Ippolito, Francesco Vignali e Monica Fabbri hanno espresso la loro soddisfazione per il riconoscimento delle ragioni degli imputati che hanno "minato l’intero impianto accusatorio, che è sempre stato –a parere delle difese – piuttosto fragile. Auspichiamo che questa ordinanza, che accoglie la gran parte delle censure difensive sia processuali che di merito, - hanno aggiunto i legali - ponga la parola fine ad una vicenda che si trascina fin da troppo tempo e che ha recato una enorme pubblicità negativa ai nostri assistiti".

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