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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca Porta a Prato / Viale Belfiore

Viale Belfiore: sequestrato un cantiere, il reato ipotizzato è abuso edilizio

Sequestrato dalla polizia municipale un cantiere edile in viale Belfiore, accanto al Credito Cooperativo Fiorentino. Nel progetto si sarebbero dovute costruire 50 unità immobiliari

Stamani sigilli su un cantiere di viale Belfiore. Si tratta del cantiere che sorge in un’area interna, accessibile da un passo carrabile di fianco al Credito Cooperativo Fiorentino. Gli agenti del nucleo edilizio della Polizia Municipale sono intervenuti, su delega della magistratura, ponendo i sigilli al fabbricato dove era in corso di realizzazione un progetto di trasformazione edilizia: nei circa 4.400 metri quadrati di superficie utile lorda dovevano sorgere infatti 50 nuove unità immobiliari a destinazione residenziale e direzionale oltre a 129 posti auto al piano seminterrato e altri 23 al piano terra. Questo è quanto prevedeva in progetto presentato agli uffici comunali, ma nel cantiere si stava realizzando altro, come hanno verificato i vigili in collaborazione con i tecnici dell’Urbanistica che hanno curato l’esame e l’istruttoria dei progetti presentati per l’intervento.

Attraverso accertamenti di natura tecnica e documentale, nonché sopralluoghi, i vigili hanno infatti riscontrato che l’intervento edilizio aveva già ecceduto rispetto alla semplice ristrutturazione permessa e che erano di fatto in corso opere inammissibili per questa tipologia di immobile. Opere che, se terminate, avrebbero condotto alla realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso da quello originario, per la cui costruzione sarebbe stato in ogni caso necessario ottenere almeno il rilascio di un permesso di costruire. Il procedimento amministrativo si è concluso con l’annullamento della DIA che era stata depositata, dichiarata inefficacie dagli uffici comunali dell’Urbanistica. Gli accertamenti della Polizia Municipale hanno dato avvio anche a un procedimento penale. Il giudice per le indagini preliminari Michele Barillaro ha accolto la richiesta di sequestro preventivo del pubblico ministero che dirige le indagini Luigi Bocciolini: la misura cautelare è scattata questa mattina. Sono al vaglio degli inquirenti le posizioni di tre persone: il reato ipotizzabile è quello di abuso edilizio.
 

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