Venerdì, 19 Luglio 2024
La sentenza del Tar

Airbnb: decaduta la norma del Comune in area Unesco

Il ricorso del Codacons dichiarato “improcedibile”. Funaro annuncia: “Nessuna bocciatura. E noi andiamo avanti”

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Una mini bufera estiva, peraltro prevedibile. Stop alla delibera “anti Airbnb”, almeno per il momento. Il ricorso del Codacons contro il Comune di Firenze per la delibera sugli affitti brevi in area Unesco è infatti “improcedibile” per “sopravvenuta carenza di interesse”. Quelle regole, insomma, non sono più in vigore perché stralciate dal Comune dal piano operativo e quindi la partita non si può neanche giocare. A dichiararlo la prima sezione del Tar della Toscana con una sentenza pubblicata oggi. Esulta l’associazione dei consumatori, insieme al centrodestra e alle associazioni dei proprietari. Ma il Comune non molla la presa.

“Tali obiettivi (quelli dei ricorrenti, ndr) non sono più attuali proprio per effetto della sopravvenuta approvazione del piano operativo, che non li contiene - scrive il Tar - Quali che ne siano le ragioni, lo stralcio dal P.O. del divieto delle locazioni brevi turistiche finisce, infatti, con il comportare un vistoso disallineamento tra le misure di salvaguardia originate dall’adozione della variante al Regolamento urbanistico e le scelte effettuate dal Comune con l’approvazione del piano operativo, nel senso che le prime non sono coerenti con le seconde, né ad esse funzionali, determinandosi di conseguenza una almeno apparente aporia generata dall’incompatibilità fra l’assetto territoriale futuro preconizzato dalla variante al regolamento urbanistico, che prevede il divieto delle locazioni turistiche brevi, e quello preconizzato dal piano operativo, che quel divieto non prevede.(...) Per tutte le ragioni esposte, con l’approvazione del P.O. debbono ritenersi cessati gli effetti pregiudizievoli prodotti dall’adozione della variante al regolamento urbanistico e, con essi, l’interesse all’impugnazione. Il ricorso va, pertanto, dichiarato improcedibile con assorbimento di ogni ulteriore questione processuale e di merito”.

Funaro: “Andiamo avanti, alla prima giunta sarà approvata la variante”

In realtà quella del Tribunale amministrativo non è una bocciatura della della delibera in quanto tale, bensì ha ravvisato “un non condivisibile cortocircuito tra i due strumenti urbanistici, variante adottata al Ru e Po approvato ma non ancora efficace”, sottolinea la sindaca Sara Funaro. E in ogni caso Palazzo Vecchio non torna indietro:  “Nella prima seduta utile della giunta porterò l'approvazione della variante per ribadire lo stop agli affitti brevi”, aggiunge, chiamando in causa il governo: “Detto questo, rimane l’inerzia di un governo indifferente rispetto ai problemi di overtourism che affliggono città d’arte come Firenze. Continuerò a chiedere al governo provvedimenti nazionali che sono sempre più urgenti”.

Pieno appoggio a Funaro dal suo predecessore e adesso europarlamentare dem, Dario Nardella, padre della norma: “La strada indicata da Firenze sul blocco degli affitti brevi nel centro storico cittadino è quella giusta: il Tar non entra nel merito e non dichiara illegittima la delibera del Comune. Dunque, nessuna bocciatura da parte dei giudici amministrativi.  Bene fa la sindaca Sara Funaro a ribadire l’intenzione di andare avanti nel percorso iniziato durante la scorsa legislatura, saremo al suo fianco. Intanto, al Parlamento europeo siamo già al lavoro con deputati di diversi Paesi per chiedere al più presto la definizione di regole comunitarie”. 

Airbnb: “Buona notizia per la città”

Il coro di reazioni è (quasi) tutto a sostegno della sentenza del Tar, con qualche eccezione. Per Airbnb, inutile dirlo, “è una buona notizia per le famiglie fiorentine che vorrebbero condividere le loro case per far quadrare il bilancio familiare. Airbnb rappresenta un sostegno per migliaia di italiani: un terzo degli host afferma che il reddito extra li aiuta a mantenere i propri immobili e a contrastare il crescente costo della vita”, ribadendo però la “disponibilità a collaborare a norme efficaci, anche attraverso un nuovo quadro legislativo”. Di “sconfitta e figuraccia storica di Palazzo Vecchio”, parla Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia, “Noi siamo contenti, ma speriamo che il Comune impari la lezione e la smetta con dannosi provvedimenti spot”.

Le reazioni del centrodestra

Sul fronte politico soddisfatto il centrodestra, in particolare Forza Italia con Marco Stella “è una vittoria di Forza Italia, che dal primo momento si è messa a difendere la proprietà privata, per noi sacra. È surreale che sia un ente pubblico a decidere per quanti giorni uno possa mettere in affitto un bene di sua proprietà; c’è una deriva sovietica, in questo provvedimento”, il consigliere comunale Alberto Locchi e la parlamentare Erica Mazzetti.

Per la lista Schmidt interviene Paolo Bambagioni: “Un tema così importante non lo si può risolvere a colpi di ricorsi o con atti contraddittori e tardivi. Serve la visione che solo la Politica può dare alla città, perché nessuno mette in discussione la piccola proprietà e i suoi introiti ma è anche vero che questo modello, se non gestito, diventa tutto turistico, ha mostrato di essere fragile, durante il Covid, e insostenibile dopo la pandemia”. Per i consiglieri comunali di FdI “la sentenza del Tar sugli affitti brevi suggella l’incapacità dell’amministrazione fiorentina, targata PD, di governare la città”, per la Lega “il tempo è galantuomo. Nardella esce sconfitto e con lui tutta la Giunta uscente Funaro compresa”

Del Re: “Nardella ha usato Firenze per avere visibilità”

Soddisfazione per lo stop, con toni diversi, da Italia Viva: “Dimostriamo adesso di non ricercare solo misure spot e invece di intervenire con misure reali sul tema delle politiche abitative, per la gestione sostenibile del turismo, per la vivibilità e riportare residenti nel centro storico. Si riparta dal dialogo e dalla relazione con gli operatori e non dallo scontro”, scrivono i due neoconsiglieri comunali, Francesco Casini e Francesco Grazzini.

Sempre dall’opposizione, con altri argomenti, attaccano invece Firenze Democratica e Sinistra progetto Comune. “Fummo noi a scoprire che un giorno prima dell’approvazione del piano operativo, la cosiddetta norma anti-Airbnb era stata stralciata per timore di ricorsi. Perché evidentemente una manino era intervenuta all’ultimo, senza far passare quella modifica neppure dalle commissioni. E allora, come gruppo di Firenze Democratica, segnalammo e denunciammo l’accaduto, grave sia da un punto di vista politico - per la evidente contraddittorietà con il dibattito in corso - che da un punto di vista tecnico per l’evidente assurdità dell’emendamento. Era infatti chiaro che, stralciando la norma, il Tar non avrebbe avuto più nulla in mano su cui pronunciarsi e che sarebbe stata dichiarata la cessata materia del contendere”, dice Cecilia Del Re.

“Il portale per iscrivere nuovi appartamenti turistici da oggi è nuovamente in funzione e, ci dicono, già preso di assalto: così come era stato preso d’assalto nei 6 mesi intercorrenti dal momento dell’annuncio della norma a quello dell’adozione della medesima - aggiunge - L’ex sindaco ha usato ancora la città per avere visibilità a livello nazionale e farsi un po’ di campagna: a farne le spese è Firenze che - per effetto di questa variante poi finita nel nulla - ha visto aumentare il numero di affitti turistici dentro e fuori il centro storico”.

"Non serve a nulla dire ‘lo avevamo detto’' Evidentemente dovevamo essere più efficaci come gruppo di opposizione, nel chiarire la responsabilità politica che il Pd si è assunto nel togliere dal nuovo Piano operativo gli strumenti scelti per normare gli affitti brevi, che avevamo chiesto di estendere a tutta la città”, attaccano il consigliere comunale Dimitrij Palagi di Sinistra progetto Comune e la capogruppo uscente Antonella Bundu. “Ricordiamo bene come è andata. Un teatrino tra vecchio e nuovo testo, con emendamenti, auto emendamenti e polemiche tutte interne al centrosinistra. In sostanza la questione è stata affidata ai tribunali e il Tar dice: ‘Non sta a noi sostituirci al Comune’. Nardella chiederà scusa? O ormai è a Bruxelles? Non c’era assessorato all’Urbanistica assegnato in quei mesi e ancora non c’è la nuova Giunta. In fondo però delle scuse la città se ne fa poco”.

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