Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Amianto: la Solvay condannata per la morte di un operaio

Bonanni (Osservatorio nazionale Amianto): “Sentenza storica che afferma il principio dell’integrale risarcimento dei familiari”

Il giudice del tribunale di Livorno Sara Maffei, con sentenza di condanna a carico della Solvay, ha accolto le richieste dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona) e dell’avvocato Ezio Bonanni, al risarcimento dei danni per la morte di un operaio, R. P., stroncato il 18 novembre 2010 da un cancro polmonare giudicato causato dall’esposizione professionale a amianto nello stabilimento di Rosignano (LI).

La morte dell’operaio giunse dopo un’agonia di 122 giorni, in presenza della moglie e del figlio, già all’epoca coordinatore della sede ONA di Rosignano Solvay e impegnato nella ricerca delle prove sull’uso dell’amianto in Solvay. L'operaio, prima di morire, esortò infatti il figlio all’impegno per la tutela della salute e della vita umana, rispetto al rischio costituito dall’amianto e dagli altri cancerogeni.

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E il figlio ne ha raccolto il testimone: fin dal 2008, infatti, l’Ona è operativa con una sede nel territorio di Rosignano Solvay e ha raccolto le prove di centinaia di casi di malattie asbesto-correlate, vincendo numerosi contenziosi, e questo ha costituito il presupposto della tutela in sede giudiziaria che prosegue con decine e decine di altri casi.

La sentenza

La storia del processo nasce da un esposto presentato alla procura di Livorno che ottenne il rinvio a giudizio dell’allora direttore Solvay, per il reato di omicidio colposo. Nel 2015 inizia anche il procedimento civile innanzi il tribunale di Livorno.

"Il tribunale - spiega una nota dell'Ona - ha dato ragione alla vittima con una storica sentenza che contiene l’accoglimento delle domande risarcitorie, sia della vittima per la sua agonia (88mila euro con gli interessi dalla data della morte), che per gli stretti congiunti per la perdita parentale, che tiene conto della relativa giovane età della vittima (70 anni), e, con riferimento alla vedova, anche della durata del matrimonio (40 anni) con quantificazione del danno in 270mila euro e, per il figlio, in 200mila euro".

Avv. Bonanni: "Finalmente fatta giustizia"

“La magistratura del lavoro del tribunale di Livorno ha affermato l’importante principio della tutela risarcitoria sia per la vittima primaria, che per i suoi familiari, con piena applicabilità delle tabelle del tribunale di Milano – dichiara Ezio Bonanni, Presidente Ona e difensore dei ricorrenti - e ha così smentito le tesi della difesa che, assumendo l’assenza di deduzione e prova del danno, oltre che della lesività dell’ambiente di lavoro, contestava il diritto delle vittime ad ottenere il risarcimento. Finalmente giustizia per i familiari dell'operaio - conclude il legale - con l’amarezza che, ad assistere alla lettura della sentenza, c’era solo il figlio perché la mamma è stata stroncata da un cancro”.


 

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