Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Scuola Sassetti Peruzzi: "Gli studenti transgender possono usare il nuovo nome". Scontro tra Lega e Melio (Pd)

Il regolamento di istituto ha aperto alla novità da quest'anno

"Gli studenti transgender possono iscriversi a scuola con il nuovo nome". Così si legge nel giornale scolastico on line dell'istituto professionale Sassetti Peruzzi, dopo l'ok alla novità votata dal consiglio di istituto, con il beneplacito del preside Osvaldo Di Cuffa.

Una decisione che suscitato le critiche della Lega, a sua volta attaccata dal consigliere regionale del Pd Iacopo Melio.

“L’iniziativa promossa dal preside dell’Istituto Sassetti Peruzzi Osvaldo Di Cuffa di consentire, su richiesta degli alunni, di cambiare il loro nome anagrafico e di conseguenza modificare i documenti ufficiali interni all’istituto, è dannosa è illegale. In Italia la riassegnazione di sesso e genere è consentita dalla legge e solo al termine del percorso di affermazione di genere si può avanzare domanda al Tribunale competente per ottenere l’autorizzazione alla riassegnazione del sesso e al cambiamento del nome”, dice Emanuele Cocollini, consigliere comunale della Lega e vicepresidente dell'assemblea di Palazzo Vecchio.

“Per di più il diritto di ottenere il cambiamento di tutti i documenti, si può ottenere soltanto se l’identità anagrafica coincide con l’identità presente, vissuta e percepita da una persona, ovvero solo in seguito all’intervento di riconversione del sesso. Per questo – conclude Cocollini – quanto deciso dal Preside e dal Consiglio d’Istituto è gravissimo, perché viola la legge. Le istituzione scolastiche, invece, hanno in primo luogo il dovere di rispettare ed insegnare al rispetto delle leggi, anche e soprattutto quando non le condividono".

Opionione opposta quella di Melio. “Non si smentisce la Lega nell’attaccare l’Istituto superiore Sassetti Peruzzi, al quale va il mio massimo sostegno per aver preso una posizione che, nel 2021, dovrebbe essere vista come naturale e non certo scomoda o inusuale. La creazione di “alias” sui documenti per le persone transgender è un qualcosa che, da tempo, si inizia a vedere per poter accedere a più servizi. Un aiuto non solo sociale ma anche psicologico, dal momento che convivere per troppo tempo con il proprio nome di nascita - scrive il consigliere regionale del Pd in una nota -, può rappresentare una vera e propria violenza per chi sta affrontando un percorso di transizione".

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