Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Lezioni in strada, gli studenti: "Scuola ultima ruota del carro, lo shopping di Natale conta di più" / FOTO

Didattica in presenza di fronte alle superiori chiuse: “Doveva essere l'ultima a chiudere e la prima a riaprire, invece è il contrario”

Pensate alle scuola. Non lasciatela in fondo alla lista. Lo chiedono gli studenti delle superiori, ragazze e ragazzi, a casa dall'inizio del novembre scorso, dopo la chiusura della prima ondata.

Questa mattina, tavolini e sedie sui marciapiedi, sono tornati a mobilitarsi con lezioni in presenza di fronte agli istituti chiusi.

“La didattica a distanza non è la stessa cosa e non basta. Abbiamo compagni che non hanno computer a casa, altri lo devono dividere con fratelli e sorelle, altri ancora vivono in zone di campagna con segnale internet scarso”, spiegano, di fronte al liceo classico Michelangelo di via della Colonna, alunni delle prime classi.

In tanti per un'unica richiesta. “Abbiamo bisogno di tornare in presenza. Ci manca il confronto tra di noi e con i professori. E' una situazione alla rovescia, le scuole saranno le ultime a ripartire e invece doveva accadere il contrario. Senza contare che sono tra i luoghi più sicuri, non è nelle classi che si diffonde il contagio, lo dicono i dati”, aggiungono i ragazzi.

Qualche professore porta la propria solidarietà. “Ma non possiamo entrare a scuola nemmeno per andare in bagno”, lamentano i ragazzi.

“Stare chiusi in casa è difficile", ammette Cristiano, al terzo anno. "Ci sentiamo presi in giro. In altri Paesi europei le scuole o non sono chiuse o sono state chiuse per ultime”, aggiunge Martino.

Dall'altra parte della strada c'è il liceo scientifico Castelnuovo. Anche qui libri, quaderni e computer aperti sui tavolini messi in strada. “La scuola? Come fosse l'ultima ruota del carro. Vale di più lo shopping natalizio”, commenta Giulia. “Dobbiamo riaprire, ci sono ragazzi che a casa hanno situazioni difficili e per i quali la scuola è vitale”, sottolineano le sue compagne Margot ed Olga.

Simili iniziative in piazza Santo Spirito e di fronte al classico Galileo di via Martelli. Qui un presidio ad oltranza, meteo permettendo, va avanti da una decina di giorni. “Il profitto prima di tutto e così l'istruzione viene lasciata per ultima, mentre riapre tutto il resto. Di fatto ci negano il diritto allo studio”, l'analisi di Zoe, del collettivo 'Ska'.

La mobilitazione odierna è stata promossa dal comitato nazionale 'Priorità alla Scuola', con simili iniziative in molte altre città italiane. 

“Scenario desolante. In Europa le scuole sono aperte. Proseguiamo la protesta a tutela del diritto allo studio, chiediamo di potenziare i trasporti pubblici e i servizi di medicina scolastica, oltre ad una rapida conclusione delle nomine dei docenti”, chiede il comitato.

Domani, sabato, si replica di fronte al Gobetti di Bagno a Ripoli. Domenica alle 15 assemblea pubblica a Firenze, in piazza Santissima Annunziata.

La riapertura delle superiori è fissata per il 7 gennaio, in presenza al 75%. Sempre che i trasporti questa volta siano adeguati alle misure di sicurezza e sempre che non ci siano ulteriori amare sorprese. C'è chi teme che le riaperture delle prossime settimane possano far risalire i contagi e che a farne le spese possa essere di nuovo la scuola. Sarebbe una beffa.

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