Tra gel e mascherine riparte la scuola: com'è andato il ritorno in classe

Ogni istituto organizza ingressi scaglionati, i ragazzi contenti di ritrovarsi in classe: “Senza contatto che scuola è?”. Non mancano difficoltà e critiche

Liliana Gilli, preside del Galileo

Gel disinfettante all'ingresso, nastro adesivo in terra che indica i percorsi da seguire, mascherine, plexiglass che divide i professori dai ragazzi. Così, dopo sei mesi di chiusura, un fatto mai successo nella storia repubblicana, hanno riaperto le scuole, anche a Firenze.

“Finalmente. Sono contenta, perché la scuola è anche fisicità, contatti, con gli amici e anche con i professori. E' fatta di tante cose, anche di rabbia, pianti, ma bisogna stare insieme, se no che scuola è?”, dice Sofia, 18 anni, studentessa del Peano, mentre questa mattina presto fa colazione al bar con gli amici Pietro (iscritto al tecnico commerciale Duca D'Aosta) e Sara, coetanea del Machiavelli.

Le differenze tra scuola e scuola ci sono. Ogni istituto ha deciso gli scaglioni di orario per differenziare le entrate. Tutto in funzione anti coronavirus naturalmente. Nessuno lo nomina, ma il Covid è lo spettro che si aggira tra i corridoi.

“A noi hanno detto che potremo abbassare le mascherine durante le lezioni”, dicono Sofia e Sara. “Noi le terremo, classi troppo piccole”, dice invece Pietro, che aggiunge: “Effetto strano ricominciare, non ci eravamo più abituati a mettere la sveglia presto”.

Non mancano le incertezze e le critiche. In tarda mattinata il comitato Priorità alla Scuola terrà un presidio di protesta di fronte all'Ufficio scolastico regionale di via Mannelli.

“Perché al di là delle dichiarazioni trionfalistiche a riaprire è una scuola dimezzata. Negli orari, nel personale docente e Ata. In tanti casi manca ancora il referente Covid e speriamo che al primo caso positivo non si debba richiudere tutto un intero istituto, sarebbe assurdo. In 7 mesi il tempo per pensare ad una ripartenza migliore c'era, e ora è tutto uno scaricabarile tra governo, comuni e dirigenti scolastici”, dice Costanza Margiotta, leader nazionale di 'Priorità alla scuola'.

Al liceo ginnasio Galileo di via Martelli la preside Liliana Gilli (foto sopra) spiega: “Per questa prima settimana abbiamo voluto tutte le classi in presenza, era importante tornare a vedersi, stare insieme”. Con orari delle lezioni però ridotti, 2 ore per ogni classe.

“Dalla prossima settimana partiremo con un progetto nuovo, la 'didattica duale' - prosegue la dirigente, al sesto anno alla guida della scuola, che è arrivata ad avere circa 800 iscritti dai 650 di qualche anno fa -. A giorni alterni metà classe sarà in presenza e metà seguirà da casa via webcam, alternando i giorni per consentire a tutti di seguire le diverse materie e affrontare in presenza le 'verifiche' (le interrogazioni, ndr)”.

Come se difficoltà e incertezze non mancassero, le scuole che ospiteranno i seggi elettorali perderanno subito altri giorni di lezione. “Ho cercato in tutti i modi di evitare che fossimo seggio ma non ci sono riuscita - prosegue Gilli -. E così i ragazzi staranno di nuovo a casa sabato, lunedì e martedì (si vota per referendum costituzionale ed elezioni regionali domenica 20 settembre e lunedì 21 fino alle 15, ndr)”.

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Le incognite restano molte. La prova del fuoco sarà senz'altro costituito dal verificarsi dei primi casi positivi. Perché, al di là della scaramanzia, è impensabile che non si verifichi alcun caso. Una nuova chiusura è però da scongiurare a tutti i costi.

(In foto sopra Liliana Gilli, preside del Galileo)

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