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Domenica, 16 Giugno 2024
Il caso

Dante “censurato”: niente Divina commedia per alunni di religione musulmana

Fa discutere la scelta di una scuola di Treviso che “mette al bando” il Sommo poeta

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Una valanga di reazioni, tutte negative seppur con toni diversi, sulla decisione di una scuola di Treviso che ha accettato la richiesta di due famiglie di fede islamica di “esonerare” i propri figli dallo studio della Divina commedia perché all'interno del capolavoro di Dante sarebbero presenti offese alla religione musulmana. Una scelta che è costata un’ispezione al liceo della Marca, disposta dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara “per verificare come stanno effettivamente i fatti. Oggettivamente un’esclusione dal programma scolastico di uno dei pilastri della nostra letteratura, per motivi religiosi o culturali ancora non abbiamo ben capito, è del tutto inammissibile”.

“Dante Alighieri non è solo il padre della lingua italiana, ma con le sue opere rappresenta una ricchezza culturale inestimabile per tutti, a prescindere dalla fede religiosa - ha commentato Antonio Affinita, direttore generale del Moige - L’inclusione ed il rispetto delle diversità passano attraverso la cultura classica che rappresenta l’humus culturale per vivere nel rispetto e nella pace. Dante - con la Divina commedia rappresenta uno degli esempi più luminosi”.

Getta acqua sul fuoco delle polemiche la presidente del museo Casa di Dante di Firenze, Cristina Manetti interpellata dall’agenzia Dire: “Da una situazione che si presenta come problematica e potenzialmente conflittuale può nascere invece una buona occasione di dialogo tra culture diverse, ma ugualmente degne di rispetto. Il fatto che Dante, uomo dell’Europa cristiana formatosi nel Duecento che scrive a inizio Trecento, ponga Maometto tra i seminatori di scismi, è solo tipico della sua epoca, per lui il pensiero musulmano era solo una scelta o eresia divisiva rispetto al cristianesimo, mentre mostra il suo rispetto per quella cultura e per quella civiltà inserendo il personaggio del Saladino nel castello illuminato che accoglie i nobili magnanimi del limbo”, chiudendo con un invito a “non fare della questione uno scontro politico, culturale e di civiltà, ma piuttosto una proficua occasione di dialogo interculturale”.

Diversi i toni usati dalla politica: “Sono sconvolta ed indignata per la decisione di 'censurare' la Divina Commedia in una scuola di Treviso, in quanto offenderebbe l'Islam. Si tratta di una scelta assurda e diseducativa, che ottiene peraltro un risultato opposto a quello che si sarebbe prefissata,  creando divisioni laddove non ne sentivamo il bisogno”, afferma Rosa Maria Di Giorgi, Italia Viva e  candidata alle Europee con gli Stati Uniti d’Europa, che chiede “con rispetto ma fermamente che la direzione scolastica torni sui propri passi”. 

La Lega va sulle barricate con Susanna Ceccardi: “Altro che integrazione, tra gli immigrati musulmani c’è che vuole islamizzare l’Italia, cancellando la nostra cultura identitaria. E la cosa più folle e incredibile è che c’è persino chi li vuole accontentare”. Per l’ex sindaca di Cascina in corsa per la riconferma all’Europarlamento “è una vergogna che fa seguito a numerosi altri pericolosi segnali dell’islamizzazione in corso nel nostro Paese: dai piccoli studenti costretti a digiunare a mensa durante il periodo di Ramadan per ‘solidarizzare’ con i compagni musulmani, fino alle scuole che chiudono per celebrare la stessa festa di fine digiuno, passando per il Santo Natale trasformato in ‘festa d’inverno’. Ma questa non è accoglienza, questa non è integrazione. Questa è cancel culture, è dittatura delle minoranze, è gettare alle ortiche la nostra identità secolare per sottometterci all’Islam”.

“Conoscere Dante non toglie nulla alla confessione religiosa dei ragazzi ma aggiunge molto alla conoscenza della cultura italiana. Integrazione si fa per aggiunta, mai per sottrazione”, il commento su X della senatrice Pd Simona Malpezzi, mentre la collega di Deborah Serracchiani si dichiara incredula “che si possa mettere in discussione lo studio nelle scuole della Divina Commedia, un patrimonio dell’umanità imprescindibile per qualunque formazione culturale non solo italiana”.

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