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Scontri a Roma, i ristoratori di #ioapro: “Noi vittime”

Manifestanti respinti durante un tentativo di sfondamento. Sette fermati e due poliziotti feriti. I ristoratori: “Noi apriamo”

“Siamo vivi, siamo qui!” sono le prime parole dei ristoratori del movimento di #Ioapro, una delle sigle che ieri è scesa in piazza a Montecitorio dove si sono verificati degli scontri con le forze dell’ordine. Il bilancio dei tafferugli è stato di sette fermati e due poliziotti feriti. Il movimento, una delegazione è stata poi ricevuta, chiedeva a gran voce la riapertura delle attività a partire da oggi.

#ioapro: ristoratori "ribelli" in tour per l'Italia 

Momi El Hawi, il titolare del ristorante da Tito, in prima linea nella manifestazione, parla in serata in una diretta Facebook insieme agli organizzatori del movimento: “Oggi è cambiata la storia. L’Italia c’è, le attività ci sono, il popolo c’è”. E chiarisce dove era accompagnato quando si pensava fosse stato fermato: “Mi hanno portato dentro la loro situazione per “tagliare” la testa al facinoroso”.  “Ero solo a proteggermi come avete potuto vedere nelle immagini: mani alzate, poi sono entrato in trance agonistica e mi sono protetto dalla manganellate”.  

In merito agli scontri, i ristoratori forniscono la loro versione: “Eravamo troppi e abbiamo chiesto in maniera civile di entrare nella piazza più grande (a ridosso di Montecitorio, nrd) ma ci è stato vietato categoricamente”. “Allora abbiamo chiesto che fosse ricevuta una delegazione” “Ci stiamo lavorando ci è stato risposto dagli uomini dei servizi dell’ordine pubblico”. “E’ per questo che abbiamo cercato di forzare in maniera pacifica a mani alzate”.  “Loro in assetto antisommossa e noi a mani nude, come avete visto nei video molti dei quali sono stati anche cancellati”. “Noi continuiamo ad andare avanti - spiega Momi”. 

In merito alla dinamica e l'accusa di censura 

Abbiamo un video in cui si vede in modo palese come le forze dell’ordine aggrediscono e attaccano - dice Umberto Carriera, altro esponente del movimento”. “Abbiamo chiesto di andare nella piazza più grande perché eravamo troppi in quella piazzetta, ci è stato risposto di no. Quindi abbiamo provare a forzare il blocco”. 

Il governo ci ha promesso che entro giovedì (domani per chi legge, ndr) ci convocheranno per una cabina di regia per essere così legittimati alle riaperture”. “Domani Fratelli d'Italia andrà in aula a portare questa cosa a quanti non ci hanno potuto ascoltare”. “Fatto sta che da domani noi (oggi, ndr) noi apriamo". Inoltre i ristoratori sospettano ci sia un controllo sulla comunicazione: "Ci stanno censurando, il mio profilo è bannato e ci hanno bloccato e cancellato le dirette Facebook”. “Entro 48 ore decidano o la prossima settimana saremo di nuovo qui!”.

Gli infiltrati 

In merito agli infiltrati di estrema destra tra i manifestanti: “Quando ci sono manifestazioni importanti ci possono essere infiltrazioni - spiega Antonio Alfieri, altro ristoratore -  infiltrazioni che portano a esasperazione”. “Secondo me hanno sbagliato a non darci maggior spazio, ma non hanno voluto. Eravamo tutti ammassati, non eravamo in sicurezza. Non è il nostro modo di operare, chiediamo solo di lavorare”. 
 

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