Scioperi: domani i precari, venerdì 100mila toscani

L'Usb contesta la Madia chiedendo la "vera stabilizzazione". 31 marzo incrociano le braccia pulizie, mense e agenzie di viaggi

Si svolgerà in tutta Italia domani, giovedì 30 marzo, lo sciopero dei precari della Pubblica amministrazione, dalla sanità agli enti locali, dalla ricerca passando all'Università, i ministeri, i vigili del fuoco. A proclamarlo è stato il sindacato Usb contro il decreto stabilizzazione promosso dal ministro Marianna Madia. Il Comune di Firenze fa sapere che i cimiteri comunali potrebbero restare chiusi.

"Così come è scritta la stabilizzazione ricadrà in maniera assolutamente frammentata determinando destini diversi fra precari uguali - spiegano dal sindacato - la fonte di finanziamento o la tipologia contrattuale derivano da molteplici fattori e non dovrebbero implicare un maggiore o minore diritto ad un lavoro stabile". Usb denuncia una carenza di diritti per "una norma che risulta parziale e insufficiente perché dettata non dalla reale volontà politica, ma da fattori esterni che hanno costretto il governo a dare almeno una parvenza di risposta alla questione precarietà".

Venerdì 31 marzo ad incrociare le braccia saranno invece ai lavoratori e alle lavoratrici (la maggioranza) dei settori delle pulizie/multiservizi, della ristorazione collettiva e commerciale (mense e pubblici esercizi, dagli “autogrill” ai fast food fino a bar e ristoranti) e delle agenzie di viaggio: l’agitazione è indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti e Uiltucs nazionali per il rinnovo del Contratto nazionale che manca da 4 anni. Sono coinvolti circa 100mila lavoratori toscani.

A Roma venerdì è prevista la manifestazione nazionale: per la Filcams Cgil dalla Toscana sono pronti a partire in pullman per la Capitale oltre mille persone. Dice Cinzia Bernardini, segretaria generale di Filcams Cgil Toscana: "Non è più sostenibile che le aziende e le cooperative presenti in questi settori neghino la dignità dei lavoratori non rinnovando il contratto nazionale, chiedendo, per la firma, l'accettazione di condizioni peggiorative e mettendo in discussione temi fondamentali, per la vita delle lavoratrici e dei lavoratori, come la malattia, il salario, le norme che tutelano il cambio di appalto, materie che, come dimostrano le cronache giudiziarie degli ultimi mesi, attengono, oltre che alle condizioni di vita e di lavoro delle persone, anche alla legalità e alla sicurezza".

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