Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Medici in piazza per lo sciopero: “Così muore il servizio pubblico” / FOTO

I sindacati parlano di adesioni al 90%, saltano interventi e visite: “Servono finanziamenti e nuove assunzioni”

Medici in piazza in tutta Italia oggi, nel giorno dello sciopero nazionale di 24 ore indetto dalla categoria e sostenuto dalle principali sigle sindacali.

I camici bianchi denunciano una situazione sempre più insostenibile e chiedono al governo più fondi per nuove assunzioni e per il rinnovo del contratto, scaduto ormai da 10 anni.

I sindacati parlano di adesioni all'agitazione intorno al 90%. Garantite solo le prestazioni d'urgenza, saltati invece interventi chirurgici e visite.

“In Italia negli ultimi anni sono andati in pensione 10mila medici, con la 'quota cento' proposta dal governo potrebbero andarne via altre decine di migliaia. Il sistema sta collassando, i medici escono e non vengono sostituiti e i servizi e le attività non possono essere più adeguatamente garantiti”, spiega Franco Nassi, segretario Anaao Assomed nella Asl Toscana Centro.

I sindacati chiedono inoltre di aumentare i fondi destinati alle borse da destinare alle scuole di specializzazione, per formare quei medici di cui ci sarà bisogno in futuro.

“Perché l'età media nella categoria è sempre più alta, con medici anziani e demotivati da un alto e un'alta responsabilità dall'altro - prosegue Nassi -. Oltre al rischio di denunce: le richieste danni sono all'ordine del giorno, ci sono studi legali che incitano i cittadini a chiedere danni anche per sciocchezze”.

In alcuni settori la situazione è particolarmente grave. E' il caso dei pronto soccorso. “Al Torregalli di Scandicci su 22 medici che dovremmo essere siamo solo in 17, ne mancano cinque”, spiega una giovane dottoressa, in piazza al presidio al Duomo questa mattina, di fronte alla sede della Regione (foto sotto), dopo essere smontata dal turno di notte.

“I ritmi di lavoro sono ormai insostenibili, gli organici sono carenti in partenza. I medici non vogliono lavorare in pronto soccorso, anche i concorsi vanno deserti. Non c'è personale per garantire i turni, saltano i riposi settimanali e le ferie”, aggiunge Lorenzo Preziuso, del sindacato Cimo, spiegando come spesso un medico possa dedicare ad un paziente solo pochi minuti, per poi dover passare a quello successivo.

“La situazione è drammatica e va a peggiorare. Andando avanti così muore il servizio pubblico e a rimetterci saranno anche tutti i cittadini”, conclude Preziuso. Una delegazione è stata in mattinata ricevuta dall'assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi, che con una nota ha espresso ai medici “la solidarietà della Regione, che condivide i motivi della  protesta”.

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