Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Mense chiuse, lavoratori in piazza: "Vogliamo il contratto"

Sciopero e manifestazione davanti alla Prefettura. I sindacati: "Il 90% ha incrociato le braccia"

Mense chiuse in tutta la regione per lo sciopero di oltre mille lavoratori della ristorazione collettiva che hanno manifestato a Firenze davanti alla sede della Prefettura in via Cavour. In Toscana oltre il 90% dei lavoratori ha incrociato le braccia, secondo le cifre diffuse dai sindacati. Le mense sono rimaste chiuse in tutta la Toscana, si è fermato anche il servizio e dei pasti in scuole, aziende e enti di ogni tipo. È stato un presidio coloratissimo quello che ha animato il centro di Firenze: i lavoratori si sono fatti sentire indossando cappelli da cuochi, armati di padelle e mestoli, dolcetti e bevande calde (è stata anche distribuita una colazione gratuita). Striscioni, fischietti e bandiere sono state  sventolate per l'intera mattina al grido di "Vogliamo il contratto", scaduto da 32 mesi. "L'adesione è stata davvero imponente - commentano i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana - è una battaglia di dignità e diritti altrettanto importante”.

Una delegazione è stata ricevuta in Prefettura di Firenze dove Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana hanno ribadito di trovarsi davanti a "richieste inaccettabili dai datori per rinnovare il contratto". Anche la busta paga, hanno aggiunto, "non vede aumenti dal gennaio 2013 (guadagnano poco più di 5 euro netti per ora lavorata). Dopo due anni e mezzo di trattativa, i datori di lavoro per rinnovare il contratto hanno posto condizioni inaccettabili: intanto vogliono limitare il pagamento dei primi tre giorni di malattia solo per tre eventi all'anno (poi nessuna retribuzione se ci si ammala)". Inoltre, anche se la maggior parte dei lavoratori è a part time, le tre sigle hanno chiesto di poter gestire l'orario di lavoro in base alle esigenze dell'azienda, quindi nessuna programmazione certa dell'orario di lavoro e massima flessibilità. Poi, i datori chiedono un uso unilaterale di una parte dei permessi retribuiti a disposizione dei lavoratori che oggi vengono utilizzati per visite mediche, visite figli, impegni personali, eccetera: vogliono che siano anche queste per la maggior parte a disposizione dei datori di lavoro, per meglio rispondere alle esigenze tecnico organizzative delle aziende. “Non possiamo accettare tutto questo, c'è una dignità da difendere. Si tratta di diritti, non di privilegi", concludono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana.

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