Scandicci, l'odissea di Giuseppe: “Ho pagato 280mila euro ma la cooperativa mi toglie la casa” / FOTO

Oggi quinto tentativo di allontanamento con la forza pubblica: “Eppure la casa doveva costare 250mila euro”

E' stato rinviato anche oggi l'allontanamento forzato di Giuseppe Tallarico dalla 'sua' casa di via del Porto: sua perché per quell'appartamento Tallarico ha già pagato 284mila500 euro. Più del dovuto.

Non siamo infatti di fronte ad un'occupazione abusiva o ad uno sfratto in seguito a mancati pagamenti. La vicenda è molto più complicata e nasce nel 2006. In quell'anno l'uomo, 55 anni, che vive con la moglie e una bambina di 11 anni, firma un accordo con una cooperativa per entrare in possesso di uno dei 300 appartamenti costruiti nella zona (siamo a Badia a Settimo, Scandicci) a due passi dalla Fi-Pi-Li.

Non si tratta di appartamenti come tutti gli altri. Rientrano nel 'Peep' (Piano per l'edilizia economica e popolare) programmato tra Comune di Scandicci e una serie di cooperative. Sono cioè appartamenti a prezzo calmierato: la o le cooperative che costruiscono sono esentate da pagare una serie di oneri e ricevono soldi pubblici. In cambio, dice la legge, devono vendere appartamenti a prezzi calmierati. Così, a quanto pare, non è andata nel caso di Tallarico e di altre decine di persone.

“Ho firmato nel 2006 l'atto di prenotazione della casa con la cooperativa Abita Greve, del consorzio Nuova Badia – spiega Giuseppe -. L'atto di vendita diceva 430mila euro, ma non sapevo che c'era una convenzione tra la coop e il Comune che stabiliva che l'appartamento non poteva costare più di 250mila euro, quindi nel 2011 ho smesso di pagare, dopo avere versato oltre 284mila euro, ben più del dovuto”. A Giuseppe ora la cooperativa chiede però di pagare altri 200mila euro: “Dovrei pagare, con gli interessi, 490mila euro in tutto”.

“E' una truffa, il Comune in casi come questi ha l'obbligo di revocare la Convenzione e invece non si occupa della faccenda e la dichiara questione privata”, attacca il senatore Michele Giarrusso, del Movimento 5 Stelle, che questa mattina era al presidio in difesa di Tallarico e promette di portare il caso in procura: “Denunceremo il sindaco Fallani perché la legge impone, in caso di inadempienze da parte delle coop, di annullare la convenzione. Anche il Consiglio di Stato ha stabilito recentemente, pronunciandosi sul caso, che il prezzo stabilito in Convenzione non può essere aumentato. Senza dimenticare i 50 milioni di penali che la cooperativa deve ancora pagare”.

Al presidio per difendere Giuseppe dall'allontanamento dalla casa (sul posto c'era l'ufficiale giudiziario accompagnata da due carabinieri) c'erano una trentina di persone. Oltre a Giarrusso anche i consiglieri comunale Valerio Bencini e regionale Gabriele Bianchi (M5S) e comunale Leonardo Batistini (Lega).

“La coop non ha effettuato nemmeno le opere di urbanizzazione previste, tra cui una piscina e un parco”, aggiunge Bencini. “Decine di cittadini - prosegue il senatore Giarrusso -, hanno pagato prezzi maggiori del dovuto per paura di perdere la casa. Invito anche loro a denunciare”. L'ufficiale giudiziario tornerà a casa di Giuseppe il 15 novembre, giorno per il quale è annunciato un nuovo presidio in sua difesa. "Spero nella giustizia", dice Giuseppe. La stessa giustizia che gli manda l'ufficiale giudiziario a casa.

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