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Giovedì, 30 Maggio 2024
Il progetto / Santo Spirito  / Piazza Santo Spirito

Agostiniani e università Usa insieme per salvare l’ex convento di Santo Spirito

Assemblea pubblica sabato 25 per scongiurare la realizzazione di una Rsa nella caserma Ferrucci

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Niente Rsa, ma un centro educativo, con aule, biblioteche, laboratori per le arti e servizi utili ai residenti del quartiere di Santo Spirito e di tutta la città nella caserma Ferrucci. Gli agostiniani “non mollano” e, dopo le polemiche con la giunta Nardella e le proteste dei mesi scorsi guidate da padre Pagano, presentano un progetto alternativo, insieme all’Università agostiniana di Villanova, in Pennsylvania (Usa). Progetto che sarà illustrato nel dettaglio nel corso di una assemblea pubblica sul sagrato della chiesa il prossimo 25 maggio dalle 21.

“Si intende destinare il complesso alla frequentazione da parte degli studenti, aprendolo peraltro anche e soprattutto alla fruizione da parte di tutta la cittadinanza – da cui la maggior parte di esso è stato inopinatamente escluso – attraverso uno sforzo di collaborazione gestito dalla Comunità agostiniana con finanziamenti, supporto e coinvolgimento dell’Università di Villanova”. Obiettivo primario è permettere al Monastero di Santo Spirito di “continuare la propria missione educativa, svolta fin dagli inizi del XIV secolo e che ha visto, tra i propri frequentatori, anche il giovanissimo Michelangelo”, mentre l’ateneo Usa punta a sviluppare programmi e partenariati per consentire agli studenti e ai docenti di Villanova di studiare, insegnare e condurre ricerche a Firenze. 

“L’utilizzo che si intende fare dell’ex caserma Ferrucci, spiegano ancora, è pienamente compatibile con lo Strumento urbanistico generale del Comune di Firenze e con la relativa scheda del Poc. I locali verrebbero ristrutturati per il loro recupero funzionale, mantenendo tuttavia inalterato il loro stato conservativo monumentale, evitando qualsiasi intervento che possa costituire lesione alla struttura, agli elementi del decoro architettonico, mantenendo l’intervento entro i limiti del risanamento conservativo, in stretta collaborazione con la Soprintendenza. Nel progetto non è escluso, qualora fosse necessario, di lasciare una parte del complesso “riservata alle necessità dell’amministrazione militare”. Resta però da capire cosa ne pensa la società che ha vinto la gara..

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