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La visita del principe

La visita del principe

Santa Croce: visita storica del principe giordano El Hassan bin Talal

Ottocento anni fa l’incontro tra San Francesco e il Sultano

Santa Croce, luogo simbolo della spiritualità francescana, si conferma ponte tra Oriente e Occidente. Nei giorni scorsi una visita speciale, quella del principe giordano El Hassan bin Talal, fratello di re Hussein (marito di Rania), grande tessitore del dialogo tra Oriente e Occidente, ha confermato questa vocazione. Il principe è stato accolto dal consigliere Giulio Conticelli che ha promosso l’incontro e dal segretario generale dell’Opera, Giuseppe De Micheli.

“Non è casuale questo incontro che si collega all’anniversario della straordinaria missione di pace di Francesco d’Assisi che, esattamente 800 anni fa, nell’autunno del 1219, attraversò disarmato le linee della quinta crociata e incontrò il Sultano d’Egitto”, mette in evidenza don Alessandro Andreini, vicepresidente dell’Opera.

E qui torna in campo la basilica di Santa Croce: la Custodia francescana di Terra Santa ha infatti scelto l’immagine dello storico incontro immortalato nelle Storie di Francesco della Pala Bardi come logo che accompagnerà tutte le celebrazioni e gli eventi che saranno organizzati nel corso di quest’anno. Del resto l’incontro tra Francesco e il Sultano ha grande rilevo nella basilica grazie anche a Giotto che, nella Cappella Bardi, ne fa un racconto iconografico magistrale.

“L’Opera di Santa Croce, a cui è affidata la custodia e la valorizzazione della basilica, e la comunità francescana che anima la vita liturgica e pastorale di Santa Croce, vogliono dare rilievo a questo anniversario, il cui messaggio di dialogo e di pace è di straordinaria attualità - annuncia don Alessandro Andreini  - Per questo stiamo organizzando alcune iniziative con l’obiettivo dir rimettere a fuoco la grandezza profetica del gesto di Francesco Si tratta di un progetto che assume un significato particolare proprio a Firenze, la città che, grazie alla visione profetica del sindaco Giorgio La Pira e di molte altre figure illuminate del recente passato, ha dato il suo contributo allo sviluppo di buone e fraterne relazioni tra tutti i popoli che si affacciano sul Mediterraneo e non solo”.

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