Polveriera Sant'Apollonia: lite infuocata, giovane finisce in ospedale

Sull'episodio indaga la polizia

Il chiostro di Sant'Apollonia

Accesa lite nel pomeriggio di ieri all'interno di Sant'Apollonia, l'ex convento del centro storico nelle ultime settimane al centro delle polemiche. Un ventenne albanese avrebbe discusso, per motivi ancora da chiarire, con alcuni connazionali. Il giovane si sarebbe poi allontanato cercando rifugio in un bar di Piazza San Marco. Quindi sarebbe stato portato da un'ambulanza all'ospedale di Santa Maria Nuova per alcune ferite da taglio sulla schiena. Il giovane, che avrebbe riportato solo lievi feriti, sarebbe poi stato raggiunto dalla polizia. 

Il chiostro delle Badesse è da tempo attenzionato da parte della politica cittadina. Il particolare quella d'opposizione, con il consigliere comunale Alessandro Draghi che una decina di giorni fa scriveva su Facebook: "Sant’Apollonia. La mensa universitaria, come ho denunciato più volte e come ho dimostrato con un video in loco, è nelle mani degli spacciatori. Le aggressioni e le violenze si moltiplicano: persino i militanti dei “centri sociali”, che per anni hanno blaterato di accoglienza, si sono dovuti organizzare per presidiare fisicamente il luogo, da loro occupato. Perché ai clandestini che spacciano, evidentemente, non interessa per niente la retorica buonista. Siamo alle solite: un’amministrazione assente, malgrado le denunce e le testimonianze dirette, lascia gli spazi pubblici alla mercé dei delinquenti. Anche questa, come tante altre questioni, sarà affrontata dal sottoscritto in Consiglio Comunale. Non ci arrendiamo al degrado".

Una situazione complicata e ormai da tempo salita alla ribalta delle cronache cittadine in particolare per i bivacchi sotto i loggiati. E talvolta non solo. Tanto che il Dsu (l’azienda per il diritto allo studio che gestisce il complesso per conto della Regione) ha affidato la sicurezza della mensa a una guardia giurata. Una figura da vedere come deterrente. 

Una struttura del Quattrocento, parte della quale da anni in uso a un centro sociale, in cui si provano a promuovere attività come corsi di lingua, cineforum e festival di letturatura. "Dove manca il nostro presidio la situazione degenera - spiega un volontario del centro -. Domani (oggi per chi legge, ndr) parleremo in assemblea su come gestire lo spazio".

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Intanto si lavora anche sul fronte istituzionale dopo che il luglio scorso la Regione è rientrata in possesso del bene finora del Demanio. Dal mese prossimo la Regione dovrebbe farsi carico di un percorso partecipato con residenti, studenti e fondazioni culturali per la rivalorizzazione del bene. 

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