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Giovedì, 30 Maggio 2024
Cronaca

La denuncia: "Le belle parole dell'epoca Covid finite nel nulla, sanità pubblica al collasso"

Grido d'allarme della Funzione Pubblica Cgil: "Servono più investimenti, personale e riqualificazione delle strutture"

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È sbarcata in Toscana la campagna nazionale “Sanitari, curiamoci di noi. Un viaggio attraverso la sanità che siamo per costruire la sanità che vogliamo” promossa da Funzione pubblica Cgil. Una campagna di ascolto del territorio e un percorso, che si articolerà nei prossimi mesi su tutto il territorio nazionale, "a difesa dei diritti di lavoratrici e lavoratori della sanità e per sollecitare investimenti su professionalità e prospettive di un comparto fondamentale per i cittadini e il Paese".

Ieri e oggi si sono svolti nel territorio dell’area vasta incontri del Segretario Nazionale Fp Cgil Michele Vannini con le lavoratrici e i lavoratori del sistema sanitario dell’area vasta centro. Un viaggio "caratterizzato da una fase di ascolto e confronto per provare a immagina e costruire insieme una nuova modello sanitario". È stata anche l’occasione di discutere delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale della sanità.

"Superati gli anni del Covid, dove tutti dicevano che nulla sarà come prima, si è invece di nuovo di fronte a un definanziamento che si sta trasformando in tagli al personale e avrà ricadute dirette sulla qualità dei servizi. Per la Fp Cgil servono riforme strutturali e investimenti per costruire una nuova sanità pubblica che sia in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini e capace di valorizzare le professionalità che ci lavorano", affermano lo stesso Vannini e Simone Baldacci (Fp Cgil Asl Toscana Centro). Il tour, che attraversa tutta l’Italia, tra ieri e oggi ha toccato nel dettaglio gli ospedali di Empoli, Pistoia, Careggi, S.Maria Nuova, distretto le Piagge e ospedale di Torregalli.

Quanto a Torregalli, spiega Vannini, "rappresenta una realtà molto importante e la nostra visita di oggi ha confermato le criticità, a partire dalla mancanza di personale e dall’usura della struttura: servono assunzioni e investimenti”. “Nei presìdi sanitari manca personale e c'è il rischio di chiusure ed esternalizzazioni di servizi. Quanto all’infermieristica di famiglia, aumentano i pazienti da seguire e di conseguenza rischia di calare la qualità dell’assistenza".

La situazione, prosegue Baldacci, è particolarmente peggiorata negli ultimi due anni, "dopo la fine dell'emergenza Covid, quando sembrava che ci fosse più attenzione per il comparto. Ma adesso la sanità pubblica è al collasso, con nuovi gravissimi tagli, viviamo momenti drammatici, con il blocco del personale che mette in ginocchio tutta la sanità pubblica".

"Il turn over non è più garantito e chi va in pensione non viene sostituito. L'azienda Asl Toscana Centro ha presentato un piano dal quale mancano, solo per la Toscana centrale, 90 medici. Le previsioni parlano poi di 160 infermieri che si avviano alla pensione. Ne saranno assunti 130, trenta in meno, quando ne avremmo bisogno di almeno duecento perché siamo già sotto organico. Stessa situazione per gli operatori socio-sanitari", prosegue Baldacci.

"La sanità toscana che, come quella dell'Emilia Romagna, è ancora basata su un modello pubblico, è tra quelle più colpite dai tagli del governo. Servono nuovi investimenti, se vogliamo evitare un peggioramento della qualità della sanità pubblica, a vantaggio del privato. Noi ci impegneremo per il mantenimento di una sanità pubblica di qualità", conclude Baldacci.

"Preoccupano anche le aggressioni al personale, chiediamo che il prefetto ci convochi per capire come arginare il fenomeno", si fa notare ancora dalla Cgil e quanto a Torregalli, "si rileva l’usura della struttura che porta tra l’altro ad un aumento dei carichi di lavoro: ad esempio, per via degli ascensori guasti capita che i pazienti in barella siano trasportati dagli operatori per le scale”.

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