Cronaca

Sanità: nuovo direttore Careggi militò in Prima Linea

Marcheschi attacca le nomine nella sanità: "Soldi sprecati. Chi risparmia viene fatto fuori"

Rocco Damone, nominato di recente nuovo direttore generale dell'azienda ospedaliera di Careggi, ha un passato da militante di Prima Linea. A denunciarlo ieri è stato il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale Paolo Marcheschi, che ha presentato un'interrogazione sul tema nella quale ha chiesto al governatore Enrico Rossi se "ritenga ancora opportuno" confermare la sua nomina e di chiarire se ci siano "casi analoghi" nelle altre nomine di competenza della giunta. 

Marcheschi ha criticato le nomine nella sanità, definendole un "Game of Thrones" toscano. "Il Pd spaccia come una grande riforma e un taglio di costi l'abolizione di tre direttori della programmazione, roba da 130-140 mila euro l'anno - spiega Marcheschi - una cosa che l'opposizione non aveva mai voluto, ma che il Pd aveva voluto fortemente nella riforma sanitaria. Improvvisamente diventano anche per loro inutili e, quindi, si tolgono".

La contestazione riguarda il fatto che "ovviamente, il Partito democratico rivela quanto si risparmierà in futuro senza dire quanto si è pagato finora. Abbiamo già pagato per queste tre figure inutili un milione". Ciò ha significato, rimarca, "dalle 30 mila alle 96 mila tac in meno per i nostri pazienti. In questo taglio che è fittizio si eliminano tre figure, ma in realtà due figure sono state già ricollocate in altri ruoli e responsabilità, l'altra figura, l'unica indipendente a contratto, viene sacrificata". 

Nel dettaglio: Monica Piovi è stata spostata dalla direzione generale dell'assessorato ad Estar, per far posto a Monica Calamai proveniente da Careggi. Al vertice dell'Azienda ospedaliero-universitaria è arrivato l'ex direttore della programmazione dell'Asl Toscana centro Rocco Damone. Valtere Giovannini dalla direzione della programmazione dell'Asl Sud Est è stato inviato a guidare l'ospedale Le Scotte di Siena. Aveva fatto posto proprio a Pestelli, il quale però a seguito della nuova riforma dem resterà tagliato fuori, senza un incarico.

E proprio l'indipendenza sarebbe stata fatale a Pestelli, ad avviso di Marcheschi: "Guarda caso è l'unico che più volte è entrato in contrasto con Rossi e l'assessore Saccardi, è quello che ha portato in procura il bilancio dell'azienda di Siena nel 2011-2012, appena si è insediato a fare il direttore". Inoltre, ricorda, "è quello che stava impostando la riforma delle riforme, ovvero la centralizzazione di tutte le spese tecnologiche della Toscana, una torta da 63 milioni". La chiusa del ragionamento è sferzante: "Per il Pd, Rossi, Saccardi non poteva essere la persona adatta a gestire questa fetta di potere".

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