San Lorenzo, i numeri del disastro: "Persi 10 milioni"

Stella (Forza Italia) denuncia il crollo degli incassi dopo lo sgombero della piazza: "Chiuse 15 attività, 45 persone licenziate". E lancia l'alternativa

Dal 24 gennaio 2014, quando l’allora sindaco di Firenze, Matteo Renzi, spostò gli 83 banchi del mercato di San Lorenzo dal perimetro della basilica a piazza del Mercato Centrale e in via Panicale (in parte poi nuovamente ricollocati nel centro storico) gli ambulanti "hanno perso oltre 10 milioni di euro di fatturato", visto che "gli incassi sono diminuiti del 70%". Un quadro economico "disastroso" che ha portato alla chiusura "di 15 attività", passate da 83 a 68, e che ha determinato il licenziamento "di 45 persone”

E' un conto salato quello che Marco Stella, coordinatore di Forza Italia Firenze e vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, presenta all'amministrazione Nardella in una conferenza stampa dentro il mercato e in mezzo agli ambulanti. Traslocare il mercato, attacca, "ha messo in crisi oltre 80 famiglie e qualcuno dovrà prendersene la responsabilità". In crisi, continua, "e soli: a due anni di distanza dal trasferimento la loro voce è e resta inascoltata, nessuno si preoccupa di sapere che fine hanno fatto i commercianti". Per questo "chiedo un incontro al sindaco Dario Nardella e all'assessore allo sviluppo economico, Giovanni Bettarini, aperto alle categorie economiche, per provare a rimediare a questo che è un vero fallimento sia sul fronte economico che su quello occupazionale”.

Un flop che, secondo l’esponente forzista, si sarebbe concretizzato anche dal punto di vista estetico. Se Renzi scelse questa via per liberare la piazza puntando sulla bellezza di San Lorenzo, oggi "la piazza, in assenza di controlli, è diventata un parcheggio aperto al transito dei mezzi privati". Per Stella, quindi, è arrivato il momento di ripensare l'organizzazione complessiva del commercio ambulante a Firenze "partendo proprio dagli 83 che sono stati spostati". Ovvero "integrandoli con quelli di piazza San Firenze", per trovare poi una sistemazione "a 106 attività ma su minori metri quadri occupati". 

Attualmente i banchi coprono 6 metri quadrati di suolo pubblico, che moltiplicati per 106 occupano una superficie complessiva di 636 metri quadri. La proposta di Stella è diminuire lo spazio dei singoli banchini a 4 mq, risparmiando quindi 232 mq. Così, una volta recuperato spazio, dar vita ad un nuovo assetto: Borgo la Noce 10 posteggi; 5 nel mercato centrale; 2 in piazza Salvemini; 8 nella Loggia del Grano; 20 in piazza san Firenze; 4 in via dell'Ariento; 9 in via Sant'Antonino; 12 in piazza del Mercato Centrale; 3 in piazza Madonna Aldobrandini. Non solo, Stella propone il ritorno dei banchi nei pressi della basilica, visto che vuol sfruttare la forma ad elle di via Canto dei Nelli, sul lato opposto al sagrato della chiesa e dietro le Cappelle Medicee. "Soprattutto però chiedo che si faccia tutto in fretta: se aspettiamo un altro anno - sottolinea - molto probabilmente chiuderanno altre 20 attività commerciali". In Toscana, conclude Stella, "si parla di 4.100 attività su area pubblica, per qualcosa come 10.000 addetti. Una realtà che a Firenze è stata completamente abbandonata".

In serata è arrivata la replica dell'assessore allo Sviluppo economico del Comune Giovanni Bettarini: "Su San Lorenzo Stella si sveglia un po' tardi, stiamo già lavorando al bando per l'applicazione della direttiva Bolkestein in modo da premiare la qualità della merce e definire anche l'ingombro dei banchi. Mentre Stella parla di fantomatici protocolli, noi portiamo avanti un confronto continuo con gli operatori e lavoriamo concretamente per strutturare aree mercatali moderne e funzionali in vista della prossima entrata in vigore della direttiva europea". "Ricordo a Stella - ha proseguito Bettarini - che l'attuale collocazione dei banchi è frutto di scelte condivise con gli operatori del mercato  e va incontro alle esigenze di tutti nell'interesse di Firenze. San Lorenzo oggi è una piazza rinnovata, restituita ai fiorentini e a milioni di visitatori".

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