Salute dei ragazzi toscani: sessualmente più attivi e al volante con il cellulare

Lo studio Edit 2015 su guida, fumo, alcol, droghe, sesso, cibo, attività fisica e sonno. Alcuni effetti della crisi economica paradossalmente sarebbero "salutari"

Come stanno i giovani toscani? Complessivamente bene, e la loro salute sembra migliorare anche grazie ad alcuni effetti paradossali della crisi economica. Nonostante ciò dobbiamo ancora stare attenti ad alcune delle loro abitudini poco corrette: si mettono ancora al volante dopo aver bevuto e guidano parlando al cellulare. Fumano (soprattutto le ragazze) e quasi 1 su 2 si è ubriacato una volta nell’ultimo anno. Sono aggressivi online e sessualmente più attivi, ma usano sempre meno il profilattico. Dormono meno di quanto sarebbe raccomandato per la loro età.

Questa in estrema sintesi la fotografia degli adolescenti toscani tra 14 e 19 anni offerta dalla quarta edizione dello studio Edit (Epidemiologia del determinanti dell’infortunistica stradale in Toscana), condotto dall’Agenzia Regionale di Sanità (ARS) tra febbraio e maggio del 2015, su più di 5.000 teenager delle scuole superiori della Toscana e presentato ieri in un convegno sulle sorveglianze degli stili di vita dei toscani presso L'Aula di Santa Apollonia.

Questa indagine consente di rilevare, utilizzando questionari compilati dagli studenti in aula direttamente su tablet individuali, i comportamenti dei ragazzi alla guida, il consumo di alcol, fumo, droghe, l’attività sessuale, l’alimentazione, l’attività sportiva, l’utilizzo del tempo libero, ecc.

“Quello che l’indagine ci consegna è un quadro in cui la salute dei ragazzi toscani non mostra, per ora, segnali di peggioramento, anzi al contrario sembra che esistano alcuni cambiamenti, in positivo, strettamente legati alla crisi economica” sottolinea Fabio Voller responsabile dell’indagine di ARS Toscana. La minore disponibilità di denaro spinge innanzitutto i ragazzi a utilizzare meno i mezzi di locomozione che in passato, con la conseguente riduzione degli incidenti stradali. Si riducono i consumi di tabacco, diminuisce la popolazione almeno in sovrappeso, crolla la percentuale, rispetto alle precedenti rilevazioni, di coloro giocano d’azzardo. Molti di questi fenomeni sembrano una chiara e diretta conseguenza delle ridotte possibilità economiche delle famiglie, e quindi anche dei loro figli. “Stiamo parlando quindi degli effetti “paradossali” della crisi economica, quelli che nel breve periodo contribuiscono a migliorare o a limitare gli effetti di alcuni comportamenti a rischio”, aggiunge Francesco Cipriani, direttore di ARS.
 
Incidenti stradali: guida al cellulare e dopo aver bevuto. Tra i “guidatori abituali”, ovvero gli intervistati che hanno dichiarato di guidare con una certa regolarità un mezzo (ciclomotore, moto, auto), il 41% ha riferito di essere stato coinvolto in un incidente stradale durante la guida del proprio veicolo nell’ultimo anno. E tra quanti hanno dichiarato di guidare frequentemente, il 43,1% ha riferito di aver parlato al cellulare durante la guida almeno una volta nell’ultimo anno. Secondo recenti studi infatti, parlare al cellulare durante la guida comporta un rischio di incidente 4 volte maggiore rispetto a quello dei guidatori non distratti; se si inviano sms il rischio è addirittura 23 volte superiore. Quanto poi alla guida in stato di alterazione psicofisica, il 24,8% dei guidatori abituali ha dichiarato che nei 12 mesi precedenti l’indagine ha guidato almeno una volta dopo aver bevuto troppo e il 23,8% ha riferito di aver assunto sostanze psicotrope illegali prima di mettersi alla guida.

Alcol: addio vino, molti aperitivi, birra e superalcolici. Il 72,9% dei maschi e il 66,9% delle femmine ha consumato alcol nella settimana precedente l’intervista. La graduatoria delle bevande preferite indica che le ragazze mettono al primo posto gli aperitivi, mentre i maschi la birra.
Inoltre, quasi la metà del campione totale (maschi 52,3%, femmine 47,2%) riferisce di aver avuto almeno un episodio di ubriacatura nell’ultimo anno. Questa percentuale cresce in modo preoccupante con il crescere dell’età, passando dal 20,5 dei 14enni al 68,6% di coloro che hanno 19 anni o più.

Fumo, abitudine in crescita tra i giovani. La proporzione di studenti che ha provato a fumare resta invariata (65,9%) rispetto alla prima rilevazione del 2005, mentre aumenta la proporzione di coloro che sviluppano una vera e propria abitudine (si passa dal 19,2% del 2005 al 22,2% del 2015). In tutte le edizioni Edit le femmine superano i propri coetanei nei consumi regolari di tabacco e ciò è confermato anche nel 2015: il 23,5% delle studentesse fuma regolarmente, contro il 21,1% degli studenti maschi. Senza distinzione di genere, 15 anni è l’età in cui i ragazzi cominciano a fumare con regolarità.

La cannabis si conferma la sostanza psicotropa più utilizzata. Il 40% circa degli studenti ha dichiarato di aver utilizzato almeno una volta nella vita una sostanza stupefacente (+4% rispetto al 2011), 31% circa del campione almeno una sostanza nell’ultimo anno e il 25% nell’ultimo mese. Per quanto riguarda l’età del primo uso, quasi il 60% dei giovani ha dichiarato di aver consumato la prima droga entro i 15 anni e circa il 93% ha indicato la cannabis come sostanza sperimentata (+ 5%  rispetto al 2011).

L’abitudine a giocare d’azzardo ha una battuta d’arresto: Il 47,4% degli intervistati dichiara di aver giocato almeno una volta nella vita ad un gioco d’azzardo, -11% circa rispetto al 2011; con una netta prevalenza dei maschi rispetto alle femmine. Nella distribuzione per età si registrano i picchi più alti a 16 e 18 anni e, secondo il test di screening somministrato ai ragazzi, il 7,5% presenta un problema con il gioco d’azzardo, con una discreta differenza tra maschi e femmine (12,7% vs 2,0%).

Comportamenti sessuali: crolla in 7 anni l’utilizzo del profilattico. Nonostante l’aumento della diffusione delle malattie a trasmissione sessuale (MTS) tra i giovani, la comunicazione sui rischi e sull’efficacia dei metodi di prevenzione si è ridotta nel corso degli anni. Anche se il 96,5% dei ragazzi pensa di avere una buona conoscenza delle MTS, nel 2015 a fronte del 41,6% che dichiara di aver già avuto un rapporto sessuale completo (dato stabile rispetto alle precedenti rilevazioni), si assiste a una riduzione consistente nell’uso del profilattico nella fascia di età 14-19 anni. Dal 2008 al 2011, infatti, la percentuale di chi usa il preservativo si è ridotta dal 65 al 60,1%, e nel 2015 si è fermata al 56,3%. Tra i motivi per cui non si usa il condom, la sensazione di fastidio provata durante il rapporto (45,4%), seguita dall’utilizzo di altri metodi anticoncezionali (35,1%): il che dimostra, ancora una volta, che i ragazzi non hanno la percezione del fatto che, oltre ad essere un metodo anticoncezionale, il profilattico è soprattutto uno strumento di prevenzione.

Bullismo, non aumenta il numero di ragazzi che lo subisce, ma attenzione al cyber bullismo. Il monitoraggio del fenomeno avvenuto nel corso degli anni attraverso lo studio EDIT mostra che ciò che cambia non è il numero di ragazzi che hanno subito violenze nel corso dell’ultimo anno (circa il 19%), ma il tipo di prepotenza e il luogo in cui si verificano. Le prese in giro continuano a rappresentare le principali forme di prepotenza, in aumento nel corso dell’ultima rilevazione, rappresentano quasi il 22% del totale, seguite dalle offese (18,6% del totale). In diminuzione, invece, le forme di bullismo agite fisicamente (minacce, aggressioni, furti ed estorsioni di denaro). Le modificazioni osservate nelle modalità di realizzazione delle violenze risultano particolarmente interessanti alla luce dei dati riguardanti il cyber bullismo. Questa forma di bullismo indiretta, infatti, interessa il 19,6% dei ragazzi che subiscono prepotenze con un coinvolgimento del genere femminile doppio rispetto ai coetanei maschi (femmine: 25,7%; maschi: 12,8%). L’uso del cellulare attraverso minacce, foto, video e telefonate mute, risulta la modalità maggiormente utilizzata, seguita dal web, con foto o video compromettenti pubblicati in rete.

I ragazzi dormono meno di quanto sarebbe necessario: di assoluto interesse infine i dati sulla qualità del sonno. Quasi un terzo del campione dorme meno di 7 ore a notte quando le raccomandazioni suggerirebbero che sotto i 20 anni fossero necessarie quasi otto ore e mezza per notte, circa un quarto del campione femminile ha dichiarato di avere un sonno disturbato, e solo il 40% del campione totale un sonno profondo.


 

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