Cronaca

Ristoratori Toscana sotto Palazzo Chigi, protesta a oltranza: "Sanremo sì, Horeca no. Draghi frugati"

Oltre un migliaio i ristoratori che hanno partecipato alla protesta per chiedere indennizzi immediati e riaperture. In apertura un minuto di silenzio per gli imprenditori che si sono tolti la vita

Un minuto di silenzio per gli imprenditori che si sono suicidati nell'anno del Covid, l'ultimo a Prato. Così si è aperto il presidio di TNI Italia – Ristoratori Toscana che si è svolto oggi pomeriggio a Roma, in piazza Montecitorio, in contemporanea al giuramento di viceministri e sottosegretari nel vicino Palazzo Chigi.

Oltre un migliaio imprenditori, dipendenti, autonomi del mondo Horeca che sono arrivati dalla capitale, ma anche da Toscana, Campania, Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto, Umbria e Emilia Romagna. "Sanremo sì, Horeca no", "Se non ci pagate, noi non ce ne andiamo","Draghi, frugati. Pagaci i ristori", alcuni degli striscioni portati in piazza, insieme a palloncini bianchi, rossi e verdi.

“Un altro imprenditore si è tolto la vita, alla sua famiglia va tutta la nostra solidarietà. Siamo qui anche per lui. Siamo all'ottavo giorno di presidio. La nostra protesta andrà avanti finché non avremo portato a casa indennizzi adeguati alle perdite di fatturato. Siamo allo stremo. Siamo gli unici a non poter ancora lavorare. I nostri ristoranti sono sicuri, le persone stanno distanziate, abbiamo igienizzanti all'ingresso e prendiamo i nomi di chi entra. Non si comprende questo accanimento per la nostra categoria. Ridateci la nostra dignità”, l'appello al Governo del portavoce di TNI Italia e presidente di Ristoratori Toscana Pasquale Naccari, che ha aperto la manifestazione.

L'incontro con Fassina (Leu)

“Aspettiamo la fine di questa settimana, poi, se i soldi degli indennizzi non arrivano, siamo pronti a nuove, clamorose, proteste” ha aggiunto Naccari. Stamani una delegazione di Tni Italia – Ristoratori Toscana ha incontrato Stefano Fassina, in rappresentanza di Leu, al quale sono state presentate le proposte della categoria per la riapertura in zona gialla la sera.

I ristoratori a Roma per "braccare" il governo

“Gli abbiamo spiegato – spiega Naccari – che noi possiamo rispettare le regole, che tutti gli assembramenti visti nel fine settimana nelle principali città italiane non ci sarebbero stati se le persone avessero potuto stare  seduti nei ristoranti. Servono sanzioni più severe per gli esercizi che non rispettano le regole, ma occorre far lavorare chi lo fa secondo i protocolli, in sicurezza. Se si può prevedere la riapertura di cinema e teatri, perché non quella dei ristoranti?".

L'incontro con Nisini (Lega)

Alle 19 la delegazione di TNI ha poi incontrato, per la terza volta, la sottosegretaria del Lavoro Tiziana Nisini, per un nuovo confronto sulle proposte avanzate tra cui la reinntroduzione di un voucher Covid per la sostituzione di lavoratori per causa malattia Covid o in caso di dimissioni volontarie.

La class action contro la presidenza del consiglio

Tni Italia-Ristoratori Toscana, tramite gli avvocati Gaetano Viciconte e Fabio Cappelletti, ha citato in giudizio la presidenza del Consiglio per i danni subiti dalla categoria. Un'ottantina i ristoratori che hanno partecipato alla prima azione collettiva. Essendo arrivate altre adesioni da tutta Italia, sarà presentato un secondo ricorso.

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