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Ristoratori: presidio di Tni al tribunale, giudice blocca lo sfratto

Il presidio era stato organizzato dall'associazione di Naccari in solidarietà alla famiglia che gestisce il ristorante Gervi's

Niente sfratto. Così ha deciso il giudice questa mattina nell'udienza per decidere la sorte del ristorante Gervi's di via Colletta, gestito a conduzione familiare dalla famiglia di Oliver Gervasi. In solidarietà con il ristoratore si era riunito di fronte al tribunale anche un presidio di protesta organizzato da Tni, Tutela nazionale impresa, l'associazione fondata da Pasquale Naccari.

"La richiesta di sfratto è stata respinta dal giudice", ha fatto sapere il titolare del locale uscendo dal tribunale. Ora le parti dovranno trovare un accordo entro il 28 ottobre.

“Avevamo pagato fino ad ottobre 2020, poi abbiamo proposto alla proprietà di pagare il 60% dell'affitto ma non c'è stato nulla da fare”, prosegue Gervasi, che come tutti i ristoratori ha subito pesanti perdite dalla chiusura imposta dalle restrizioni anti Coronavirus. Ora la speranza è di poter lavorare e riuscire a pagare quanto dovuto.

“Il nostro è stato un atto di sensibilizzazione. Cerchiamo di porre all'attenzione dei media il problema degli sfratti. I tribunali vanno avanti e quando si sbloccheranno gli sfratti (il blocco è stato prorogato dal governo fino al 30 giugno, e si prevede una bomba sociale anche sul versante abitativo ndr) sarà come una mannaia che si abbatte sulla testa degli imprenditori. Il problema degli sfratti è legato alla mancanza di liquidità del gestore dell'attività causata dalla chiusura imposta per legge e gli ultimi aiuti a riguardo risalgono a dicembre”, dichiara Naccari.

Ristoratori contro il coprifuoco dopo le 22: 57 denunciati, anche Naccari

“Oggi siamo qui in solidarietà a una famiglia che aveva investito tutti i propri risparmi nella sua impresa. Per colpa della pandemia il loro castello è crollato, e nessuno che abbia provato a dato loro delle stampelle per andare avanti. Se da una parte c'è un proprietario che ha diritto ad avere la sua pigione, dall'altra c'è un conduttore che ha diritto di sopravvivere perché è chiuso per legge, e non per sua volontà. E qui deve intervenire lo Stato, e lo ha affermato anche il giudice durante l’udienza. Le procedure sugli sfratti sono tantissime, c'è mancanza di lungimiranza. L'unica soluzione che oggi viene data è quella di chiudere, questo è un danno che viene fatto alla società. Saranno costi che graveranno su tutti noi, la politica deve trovare misure adeguate per tutti”, aggiunge il portavoce di Tni.

Quanto all'apertura di nuovi locali e di grandi marchi nel centro storico, “finirà che le grandi multinazionali, che possono permettersi di investire milioni e milioni di euro e avere le sedi legali in Paesi dove si pagano tasse ridicole, anche in Paesei europei come l'Olanda, uccideranno tante attività della ristorazione, come già successo nel settore dell'abbigliamento. Non capisco le persone che esultano perché a Firenze aprono locali gestiti dai grandi marchi delle catene multinazionali, che contribusicono a fa sparire - conclude Naccari -, le attività storiche dei piccoli imprenditori. Nel giro di qualche hanno saranno dimezzate, ma c'è chi esulta e fa la fila per andarci”.

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