Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Solidarietà, cuochi e ristoratori preparano e donano 6mila pasti caldi ai bisognosi / FOTO

Iniziativa di Confcommercio e Federazione Cuochi a favore degli ospiti della mensa Caritas

Seimila piatti di pasta cucinati dagli chef per il pranzo dell’ultimo giorno dell’anno. È il regalo che hanno ricevuto oggi (31 dicembre 2020) gli ospiti della mensa della Caritas diocesana di via Baracca a Firenze.

A compiere il gesto solidale sono stati i cuochi e i ristoratori toscani nell’ambito dell’iniziativa “Chiusi i locali ma non i nostri cuori”, lanciata a livello nazionale da Fipe Confcommercio e Federazione Italiana Cuochi con il Dipartimento Solidarietà Emergenze FIC.

L’obiettivo è "ricordare che, seppure ristoranti e pizzerie sono ancora chiusi a causa dell’emergenza Covid, non lo sono i cuori degli imprenditori del settore, pronti a mobilitarsi per chi è più in difficoltà in questo momento", scrivono gli organizzatori in una nota.

Oltre che a Firenze, l’iniziativa si è svolta in contemporanea in altre dieci città italiane: Bari, Bologna, Brindisi, Milano Rho, Napoli, Olbia, Potenza, Roma, Savona e Trieste.

Nel capoluogo toscano la consegna dei 500 chili di pasta necessari a preparare il pranzo, poi elaborato dagli chef fiorentini guidati da Massimiliano Catizzone, è avvenuta alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, degli assessori del Comune di Firenze al welfare Sara Funaro e alle attività produttive Federico Gianassi, oltre che dei presidenti di Fipe Confcommercio Toscana Aldo Cursano e del Dipartimento Solidarietà Emergenze della FIC Toscana Gian Carlo Gliceri e del direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni. A riceverli, il presidente della Fondazione Solidarietà Caritas Firenze Vincenzo Lucchetti.

“Questo Capodanno per gli ospiti della mensa sarà speciale grazie alla solidarietà di tanti cuochi. Uun buon auspicio per il 2021", commenta Giani. “Non poteva esserci iniziativa più bella per chiudere un anno difficile come questo", aggiungono Funaro e Gianassi.

“Mettere le persone a tavola per noi è un atto d’amore, che con questa iniziativa si apre alla solidarietà in un anno decisamente da dimenticare”, sottolinea invece Cursano. “La nostra categoria - gli fa eco Catizzone -, è stata fortemente vessata, ma questo non ferma la nostra voglia di dare”.

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