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Ristoratore suicida, il fratello chiarisce: "Azienda era sana"

"Reso fragile da un nuovo possibile lockdown". Il fratello incontrato dal sindaco che si è messo a disposizione 

Il fratello del ristoratore intervenuto a Italia7

Il fratello del ristoratore di Santa Croce morto suicida interviene su Italia7 chiarendo come il fratello non fosse tormentato dai debiti. "Il problema non era pagare i debiti perché quando uno fa un investimento e cerca di ampliare l'azienda e di stare meglio non è questo il problema. Il problema è l'incertezza del futuro: non davano la certezza, si parlava di una nuova chiusura, di un nuovo lockdown, è questo che ha reso la persona fragile".

"L'azienda era sanissima- ha aggiunto-, un mese e mezzo prima del lockdown era stato acquistato il fondo da mio fratello con un leasing aziendale. Ma poi il problema è stato l'incertezza del futuro, l'azienda c'è dal 1987, da 40 anni si era abituati a pagare tutti, a pagare i debiti, a essere regolari, ma se poi ti dicono 'chiudete, prendete un prestito e cavatevela da soli', bene questa cosa ha tormentato, reso fragile una persona che non è abituata a fare debiti".

Il fratello ha anche spiegato come sia gli sia stata espressa vicinanza dal sindaco Dario Nardella. Inoltre ha chiarito di essere intervenuto in prima persona per chiedere di evitare strumentalizzazione sulla drammatica vicenda.  

L'intervista del fratello su Italia7
 

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