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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Il ristoratore ribelle sfida il governo e non chiude: aperto anche dopo le 18

Il titolare di Tito: "Pochi clienti ma non mi togliete la dignità. Ho 50 dipendenti, venitemi a prendere"

"Io rimango aperto, venitemi a prendere: mandatemi l'esercito ma io non chiudo". Un video postato su Facebook non lascia spazio a dubbi: Tito, storico locale di via Baracca (con ristoranti anche in viale Europa e via Alderotti), non chiude alla clientela alle 18, come previsto dal Dpcm emanato dal governo Conte.

Un gesto di protesta, come ha spiegato il titolare, "Momi" Mohamed El Hawi. Fatto sta che ieri sera si poteva entrare nel suo locale e consumare tranquillamente una pizza, una birra, o i piatti della sua cucina. In violazione delle regole approvate nei giorni scorsi. I clienti che sposano la sua linea, andando a cena, nei suoi locali, sembrano pochi. Ma lui non molla.

"Entreranno tre persone, non c'è problema, - dice arrabbiato Momi in un video postato sui social network - ma la dignità non me la levate. Io continuo a rispettare le distanze fra i miei ragazzi, le distanze fra i clienti e rispettare le vere regole, non le regole imposte da voi a caso, che vi siete svegliati una mattina e dite alla gente di stare a casa".

"Io 50 persone a casa non le mando - spiega riferendosi ai suoi dipendenti - perché voi le pagate fra otto mesi. La gente sta aspettando ancora marzo (per la cassa integrazione, ndr), ora cosa gli devo dire: 'Ragazzi forse a Pasqua 2022 arriva la nuova cassa integrazione?'".

"Chi vuol venire è ben accetto - conclude sfidando le autorità - fatemi vedere cosa fate".

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