Novoli, riqualificazione dell'area ex Fiat: come risorgerà la centrale termica

Quattro piani a disposizione, previsti spazi pubblici e altri in gestione ai privati: all'ultimo piano terrazza e ristorante

Una piazza verde di quartiere, una pista ciclabile per collegare via di Novoli e viale Guidoni, e nuovi parcheggi pubblici di superficie nell'area ovest di Firenze. Oltre al completamento del parco con nuovo campo giochi e area cani.

È il disegno di completamento dell'ex area Fiat di Novoli che ora può partire anche con il bando di gara, presentato ieri alle Murate alla presenza dell'assessore all'urbanistica Cecilia Del Re, per il recupero della ex centrale termica.

La gara prevede la progettazione ed esecuzione delle opere per la realizzazione di una struttura polivalente interna alla ex centrale termica di Novoli (accanto alla struttura che ospita il cinema Multiplex e altri centri commerciali per intenderci), con lo scopo di realizzare una struttura pubblica rivolta ad ogni fascia di età.

“Un piano che consente di recuperare non solo la ex centrale inserendo funzioni pubbliche e di servizio – ha commentato Del Re -, ma anche di conservare la più significativa testimonianza di archeologia industriale di Firenze. Non solo i cittadini potranno riappropriarsi di spazi pubblici oggi abbandonati e conoscere una storia e architettura della nostra città forse ancora poco conosciuta, ma anche sarà recuperata tutta l'area circostante puntando sulla valorizzazione degli aspetti ambientali e sulla mobilità sostenibile alternativa che ci permetterà di raggiungere l'area”.

Al piano terra nascerà uno “spazio pubblico comunale” aperto alla collettività per scambiare e ricevere cultura e informazioni. Sarà dotato di servizi igienici, deposito e di un'area libera per incontri ed eventi.

“La sua organizzazione architettonica, descritta nel progetto definitivo, rappresenta una soluzione di base per consentirne un uso flessibile nel tempo”, si spiega da Palazzo Vecchio. L’ingresso è stato spostato sul lato tramvia.

Al primo piano è presente l’originaria sala caldaie e il complesso sistema di passerelle e scale al loro servizio. Questa importante testimonianza di archeologia industriale sarà conservata tal quale e resa accessibile, prospettando usi futuri di carattere saltuario e non continuativo.

Il piano primo è quindi un grande ed anomalo volume che ancora contiene le caldaie a lignite, conservate e complete dei residui impiantistici originali. L’invariante di base è la conservazione integrale e valorizzazione di quanto arrivato fino a noi, certamente la più significativa testimonianza di 'archeologia' industriale di Firenze.

Essendo, per motivi insuperabili di sicurezza, non accessibile il sistema delle scale metalliche di servizio l’unica area libera rimangono i 130 mq verso il centro San Donato. “In questa zona che i visitatori potranno sostare per percepire ed appezzare lo spazio industriale”.

L’ingresso principale avverrà dalla nuova scala e dai relativi ascensori anche se sarà conservata, ripristinandola, l’originaria scala di collegamento con il piano terra.

Il secondo e il terzo piano saranno utilizzati per la realizzazione di un locale pubblico incentrato sul triplo volume esistente intorno alla base della ciminiera (650 metri quadri), con ingresso dalla nuova torre scala.

Si potranno quindi riutilizzare, esclusi i consolidamenti strutturali, le grandi vetrate sulla città, parte fondamentale del disegno architettonico della centrale. Lo spazio, di proprietà pubblica, sarà attrezzato solo come predisposizioni anche illuminotecniche e sarà, in futuro, dato in gestione a privati tramite un bando che dovrà valutare l’offerta, anche di programmazione culturale, proposta dai futuri gestori.

Il terzo piano sarà destinato ai servizi funzionali alla sala principale. Conterrà le predisposizioni per una saletta, cucine, spogliatoi, depositi e quanto necessario alla funzionalità del locale pubblico. Lo spazio intorno alla ciminiera dovrà rimanere libero in altezza e sarà parte qualificante della sala sottostante, a cui sarà collegato con una scala interna che arriverà fino all’interno del nuovo volume della terrazza panoramica, che potrà essere riconsiderata per migliorare la funzionalità e flessibilità dell’intero locale.

Il quarto piano è il livello di copertura della centrale che rimarrà disponibile come terrazza pubblica verso la città, per fruire liberamente di una visuale unica verso il centro di Firenze. Prevista anche la possibilità di un ristorante.

La piazza pedonale pubblica, che si estende da via val di Pesa alla strada lato parco, si configurerà come uno spazio unitario, compreso all'interno dell'area pedonale, attrezzato secondo criteri di valorizzazione degli spazi di relazione. Il piano prevede inoltre di realizzare nell'area ovest parcheggi pubblici di superficie.

“Gli interventi - si specifica ancora da Palazzo Vecchio -, mantengono inalterata la ripartizione delle superfici fra le destinazioni d'uso previste e non modificano il carico urbanistico. È prevista, infatti, la realizzazione di quattro complessi immobiliari distinti. La variante, inoltre, si pone l'obiettivo di migliorare le infrastrutture viarie che delimitano l'area, promuovendone il completamento e l'adeguamento funzionale. La nuova viabilità prevede infine un percorso ciclo-pedonale che ricollega i due assi principali del quartiere: via di Novoli e viale Guidoni”.

Per i lavori, divisi in due lotti, si parla complessivamente di investimenti per 2,5 milioni di euro. Ancora non certi i tempi entro i quali saranno ultimati i lavori.

Dentro l'ex centrale termica di Novoli / FOTO

(sotto: l'assessora all'urbanista Cecilia Del Re alla presentazione della gara di recupero dell'ex Fiat di Novoli).

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