Cronaca

Alta velocità, contro la ripartenza dei cantieri Foster torna la protesta No Tav / FOTO

A portare solidarietà ai manifestanti anche le consigliere dei 5 Stelle, le uniche voci contrarie rimaste in Regione

Dopo il via in dicembre ai lavori propedeutici, stanno per ripartire i cantieri per la realizzione della stazione Foster dell'alta velocità in via Circondaria, agli ex macelli. Secondo le ultime indiscrezioni, i lavori veri e propri, dopo una serie di annunci, dovrebbero rimettersi in moto a febbraio, come riportava La Repubblica pochi giorni fa.

E ieri pomeriggio gli attivisti contrari alla realizzazione della Foster e del tunnel sotto Firenze, da Campo di Marte a Castello, sono tornati a chiedere di fermare l'opera, con un presidio sotto la sede del consiglio regionale di via Cavour.

"Il sottoattraversamento Tav (il cui scavo potrebbe iniziar in estate, ndr) si basa su un progetto vecchio risalente agli anni Novanta, con troppi problemi irrisolti. Un inutile sperpero di risorse che potrebbero invece essere usate per dare risposte efficaci ai veri bisogni di mobilità dell'intera regione", spiegano, tra gli altri, lo storico attivista Sandro Targetti e uno dei capofila del comitato No Tunnel Tav Tiziano Cardosi.

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"Siamo ancora in tempo per fermare un inutile spreco", insistono Targetti e Cardosi, ricordando come per il passante fiorentino dell'alta velocità siano già stati spesi circa 800 milioni di euro.

"L'alta velocità sotterranea è necessaria a liberare i binari di superficie e la stazione di Santa Maria Novella, così da poterli dedicare ai treni regionali", ripetono i favorevoli all'opera, dal presidente della Regione Giani al sindaco Nardella, da Confindustria a buona parte dei sindacati, dalla Lega a Forza Italia al Pd.

"Non è vero - replica però Targetti -. I dati mostrano che il nodo fiorentino non è così 'pieno' di treni come ci raccontano. Esiste la possibilità di realizzare nuovi binari in superficie, con un progetto che costerebbe un decimo e impatterebbe molto meno rispetto ad un tunnel che potrebbe mettere a rischio anche la stabilità di decine di edifici lungo il percorso. Dobbiamo puntare su nuovi binari di superficie, utilizzare le più moderne tecnologie sul distanziamento dei treni e sfruttare molto meglio di adesso tutte le stazioni fiorentine, a partire da quella di Statuto oggi quasi inutilizzata".

Ieri a mostrare appoggio ai manifestanti sono scese anche le due consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Irene Galletti e Silvia Noferi, le uniche voci contrarie rimaste in consiglio dopo la mancata rielezione dei consiglieri della sinistra Fattori e Sarti.

Tra gli altri problemi presenti gli attivisti segnalano "la mancanza della Valutazione di impatto ambientale per l'ultima versione del progetto Foster, l'impatto della struttura sulle falde acquifere che scendono da nord verso sud e il fatto che secondo indagini statistiche chi arriva a Firenze in treno vuole scendere a Santa Maria Novella, in centro, e non ad una stazione a più di un chilometro di distanza".

Su quest'ultimo punto la risposta che arriva è che esiste già una fermata della tramvia molto vicina (la 'Redi'). Basterà? Sicuramente non a placare l'opposizione degli attivisti No Tav, che promettono nuove iniziative.

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