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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Cronaca

Rifiuti, intercettazione shock: "Che muoiano i bambini"

200mila tonnellate di rifiuti pericolosi smaltiti abusivamente in Toscana, anche nei pressi di una scuola

“Ci mancavano i bambini che vanno all'ospedale, che muoiano i bambini”. Sono le parole di un indagato - seguite da alcune risate - in merito ad una discarica situata nei pressi di una scuola, registrate da un'intercettazione durante le indagini sullo smaltimento abusivo di oltre 200mila tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi.

“M'importa una sega dei bambini che si sentono male, li scaricherei in mezzo di strada i rifiuti”, dice lo stesso indagato. In altre intercettazioni si sente una persona chiedere se “dentro i bidoni ci sia il mercurio”. In un'altra ancora, un ulteriore indagato si lamenta della pericolosità dei rifiuti che arrivano in una discarica, ma poi li accetta: “Ci sono 3 o 4 bag di toner, ce lo devono dire! Bisogna parlarne!”.

VIDEO / L'audio shock: "Che muoiano i bambini"

L'inchiesta

Sono oltre 200mila le tonnellate smaltite abusivamente in due discariche toscane, in provincia di Livorno, tra il 2015 e il 2016. Rifiuti pericolosi o speciali, come vernici, oli per motori, stracci imbevuti di sostanze tossiche, toner per stampanti, triturati e mescolati a rifiuti ordinari, così da eludere gran parte dell'ecotassa dovuta per lo smaltimento.

Le indagini

Le indagini sono iniziate nel marzo 2015 da parte dell'ex corpo forestale dello Stato per conto della Direzione distrettuale antimafia di Firenze e coordinate dall'ex sostituto della Dda Ettore Squillace Greco, in collaborazione tra le procure di Firenze e di Livorno.

Sei arresti

Questa mattina è scattata la maxi operazione, con 150 carabinieri forestali coinvolti, su ordinanza del gip del Tribunale di Firenze Angelo Pezzuti: 6 le persone arrestate, finite ai domiciliari, 5 le misure di interdizione dall'attività professionale nei confronti di altrettanti tra funzionari e dirigenti attivi nel settore dello smaltimento.

Due società sotto sequestro

Perquisite abitazioni, sedi legali e discariche di diverse persone fisiche e società operanti nel settore, con sequestro di documenti e materiale informatico. I sigilli sono scattati per due società del livornese, attive nel recupero e nel trattamento dei rifiuti e ora sotto sequestro: la Lonzi Metalli srl e la Rari srl.

Associazione a delinquere

Le accuse sono quelle di di traffico di rifiuti, associazione per delinquere e truffa aggravata ai danni della Regione Toscana. Secondo l'accusa i rifiuti, dopo essere stati mescolati ad altri, sarebbero poi stati conferiti nelle discariche della provincia di Livorno di Rea Impianti Srl (Rosignano Marittimo) e Rimateria Spa (Piombino), gestite da aziende a partecipazione pubblica.

Ecotassa non pagata

Il profitto per le società coinvolte sarebbe stato di 26 milioni di euro, la truffa ai confronti della Regione di oltre 4,3 milioni di euro (equivalente all'ecotassa evasa), grazie al pagamento di circa soli 2 euro a tonnellata di rifiuti (perché spacciati come ordinari), oltre 10 volte minore di quella dovuta per il corretto smaltimento di rifiuti pericolosi.

Discariche super protette

L’attività illecita, oltre che nel territorio toscano, ha riguardato anche le regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte. Inquietanti le parole di Squillace Greco, l'ex sostituto della Dda che ha coordinato le indagine, sul mondo delle discariche.

“Anche in Toscana - ha detto Squillace questa mattina, illustrando l'operazione nella sede della Procura di Firenze -, ci sono impianti di smaltimento circondati da mura altissime e piene di telecamere, da far invidia ai bunker superprotetti dei capimandamento mafiosi in alcune aree del Sud Italia. Sono inaccessibili e io mi chiedo: perché tanta attenzione per custodire la monnezza?”. Una domanda che attende risposte.

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