Rifiuti pericolosi utilizzati come fertilizzanti: il mais diventa blu

Prodotti toscani con livelli di cromo elevatissimi

Foto di Pexels da Pixabay

Concentrazioni di cromo esavalente fino a quasi venti volte il limite consentito, livelli che possono portare il mais ad assumere dei riflessi color indaco. E' quanto hanno scoperto i carabinieri forestali - insieme alla polizia municipale dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa - in un'area di 150 ettari di terreno a cavallo tra le province di Firenze e Pisa. Nel Fiorentino interessati i comuni di Castelfiorentino, Montaione, Cerreto Guidi e Fucecchio. 

Stamani sono scattate le misure cautelari - emesse dal gip Angelo Antonio Pezzuti - nei confronti di quattro indagati, finiti ora ai domiciliari. Tre sono amministratori di un importante consorzio di gestione rifiuti del distretto conciario di Santa Croce sull'Arno (PI). 

Misure anche per altri due indagati: il primo è stato interdetto dalla professione di agronomo, il secondo dall’esercizio dell’impresa agricola.

Da quanto riscontrato, sarebbero stati smaltiti illecitamente 24mila tonnellate di rifiuti speciali, contenenti sostanze nocive ed inquinanti, attraverso il loro utilizzo nella normale pratica agricola per concimare terreni agricoli coltivati a granoturco e girasole. Prodotti, anche a chilometro zero, che venivano venduti e potevano quindi finire in tavola. Oltre al cromo esavalente sono stati trovati anche consistenti livelli di idrocarburi. Composti chimici che sono finiti anche nella falda acquifera. L'operazione, denominata Blu Mais, ricalca un'operazione analoga del 2016 sullo smaltimento di fanghi su un'area di 800 ettari nel medesimo territorio. 

Le attività organizzate dagli indagati prevedevano, in sintesi, l’illecito recupero di ingenti quantità di rifiuti speciali, sia conferiti da più imprese conciarie sia derivanti dalla lavorazione di sottoprodotti animali che, sulla base di certificati di analisi falsificati, venivano inquadrati come fertilizzanti e pertanto idonei alla concimazione. Poi vi era la fittizia vendita del presunto ammendante ad imprese agricole che ricevevano perfino un compenso sulla quantità di prodotto “acquistato”.  WhatsApp Image 2020-06-09 at 12.06.11-2

Gli stessi, utilizzando falsi documenti di trasporto e certificati, provvedevano al trasporto e allo smaltimento dei rifiuti spandendoli su terreni agricoli nella loro disponibilità.

Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo anche per equivalente fino all’importo di oltre 3 milioni di euro nei confronti del Consorzio e di alcuni indagati, calcolato come l’illecito profitto derivante dal mancato conferimento in discarica dei rifiuti speciali prodotti, oltre al sequestro di oltre 300mila euro per gli agricoltori coinvolti.  

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