Cronaca

Rider fiorentini fondano una cooperativa per fare concorrenza ai colossi del delivery

Arriva "Robin food", l'idea rivoluzionaria di un gruppo di giovani: paghe eque e basse commissioni. Allo studio la app per ordinare, il progetto sarà svelato a metà giugno

Fare concorrenza ai giganti del "delivery". Una pazza idea venuta a un gruppo di ragazzi che stanno provando per far diventare il sogno una realtà. Si chiama "Robin food" e, oltre a un motto che ricorda tanto l'eroe che toglie ai ricchi per dare ai poveri, è il progetto che parte da Firenze per fare concorrenza a "Just eat", "Deliveroo", "Glovo" e gli altri colossi che portano cibo pronto nelle nostre case.

Una pratica proveniente dai paesi dell'Occidente dove la globalizzazione ha preso più campo e che con la pandemia si è diffusa sempre più anche in Italia, ponendo sempre più il tema delle paghe e dei diritti sul lavoro di ragazzi che girano bici trasportando pizze, sushi, o hamburger. 

Loro sono Duccio, Luca, Salvatore, Nadim, Simone, Mahmad, Alessandro. Ma sperano presto di "moltiplicarsi". Per il momento sono in fase di costruzione: il "delivery a filiera corta" sta prendendo corpo in queste settimane e potrebbe presto diventare realtà. In questi giorni sta nascendo l'app che consentirà di ordinare con loro: a metà del mese di giugno il progetto sarà presentato alla città.

Al centro dell'idea dei giovani fiorentini c'è l'obiettivo di portare "condizioni dignitose ai lavoratori". Ma anche commissioni più basse per i ristoratori e un servizio ad "emissioni zero" e quindi "rispettoso dell'ambiente". Insomma, come scrivono sul sito www.robincoop.it, una "realtà sostenibile a 360 gradi".

Per mettere in piedi la loro idea hanno costituito una cooperativa (Robin coop) con l'obiettivo di rivoluzionare con "un'alternativa locale e solidale", quella che definiscono la "logistica disumana in mano alle multinazionali". Una bella sfida, certo, che nel concreto potrebbe portare contratti a tutti i rider (come hanno fatto, e in modo anche contraddittorio, solo alcuni dei colossi del delivery), paghe orarie di almeno 9 euro l'ora per i rider (abbandonando il sistema del "cottimo") e commissioni più basse (dal 35% al 27%) per i ristoratori.

Ma la rete dei rider sembra essere solo il primo passo che hanno in mente questi ragazzi, a cui piacerebbe davvero portare la logistica ad un sistema "dell'ultimo miglio", "offrire un servizio di spesa sostenibile a domicilio", "creare una micrologistica di quartiere". Sperano di collaborare presto con le istituzioni e il mondo dell'associazionismo. Ma con questo progetto soprattutto sognano un mondo più umano e a misura d'uomo, o che almeno gli consenta condizioni di lavoro più dignitose.

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