Ricoverata a Careggi torna a casa e viene operata d'urgenza ad Empoli, dal 2012 attende chiarimenti

I chiarimenti chiesti nel 2012 si sono dunque smarriti all'interno dell'Azienda sanitaria toscana?

Il dr. Barberio Vladimiro, Presidente dell'Associazione Nazionale Italo Filippina Giustizia e Diritto, scrive alla nostra redazione per segnalare una vicenda accaduta oramai più di un anno fa, ma che ancora non avrebbe trovato un chiarimento: “All'Ospedale Careggi di Firenze è arrivata una Signora di nazionalità filippina che si è sentita male mentre lavorava e perdeva sangue. Al pronto soccorso della Maternità, dove fu visitata, fecero i primi accertamenti diagnostici e si sospettava una gravidanza extra uterina infatti dalla prima eco risultò che nel feto c'era un bambino morto. La paziente fu ricoverata nel reparto di Maternità e dopo alcuni giorni fu dimessa con il feto ancora intatto. Mentre si trovava  a casa sua ad Empoli si è sentita male ed è stata portata nuovamente al pronto soccorso dell' Ospedale di Empoli. Dopo la visita fu ricoverata nel reparto di Maternità e dopo alcuni giorni i sanitari decidono di operarla. Come mai e stata mandata a casa in quelle condizioni, poteva rischiare una grave emorragia.

Ecco perché ho denunciato il caso al Ministro della Salute. Della vicenda si era anche interessato il difensore civico regionale toscano. La signora filippina oggi è assistita dall'Associazione e dall' avvocato Alessandro Rombola del Foro di Firenze. Chiedo solo che si faccia luce sulla vicenda”.

Perché il caso è di attualità? Perché ad oggi non sarebbe giunta ancora una risposta da parte degli organi competenti.

L’esposto presentato è stato ricevuto anche dal Ministero della Salute: “E’ pervenuto allo scrivente Ufficio da parte dell’Associazione Nazionale Italo – Filippina Giustizia e Diritto, l’esposto della signora che dichiara di aver subito gravi danni a seguito di intervento chirurgico presso l’Azienda ospedaliera di Careggi. Dal momento che i controlli in materia sanitaria spettano in primis alla Regione, si chiede allo spettabile Assessorato in indirizzo quali interventi siano stati messi in atto al riguardo. Si rappresenta, tuttavia, che ogni ulteriore richiesta anche di natura risarcitoria, dovrà essere indirizzata direttamente alla Regione Toscana”.

Ad ottobre 2012 il difensore civico della Regione Toscana media per l’incontro tra le parti in causa del quale effettua relazione il 15 febbraio 2013. “Nel corso del successivo ricovero presso la U.O. Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Empoli, i sanitari avrebbero considerata inappropriata la dimissione da parte dell'Azienda Ospedaliera di Careggi ed avrebbero valutato necessario un intervento chirurgico urgente per un peggioramento del quadro clinico. Infine in dimissione alla Signora è stato riferito che aveva subito asportazione bilaterale delle tube, mentre la descrizione dell'intervento non è chiarissima in merito, ma la Scheda di dimissione ospedaliera segnala salpingectomia totale monolaterale, come pure in tal senso sembrerebbe deporre la lettera di dimissione; il consenso è dato per "salpingectomia dx... con eventuale salpingectomia dx" mentre dalla descrizione dell'intervento risulterebbe esattamente l'opposto. Nel merito del consenso si osserva che rispetto alle modalità con le quali l'intervento è illustrato la dizione che lo scopo dell'intervento è "guarigione" appare quanto meno generico. Tuttavia dalla documentazione clinica del ricovero di Empoli non risulta un peggioramento del quadro clinico che abbia comportato un intervento chirurgico, anzi il diario clinico è privo di osservazioni sul decorso. Dal 23/07 si passa ad una annotazione del 28/07 nella quale si parla di quadro invariato e "si propone alla paziente l'intenzione e la probabilità dell'intervento chirurgico per lunedì" così riassume la vicenda la dottoressa Franchini, difensore civico regionale.

Osservazioni del difensore regionale: “La laconicità del diario clinico (due sole annotazioni in dieci giorni di intevento, con alcune sparse annotazioni nel diario dei parametri vitali, prive di firma per cui non di sicuro riconducibili ai medici), non consente di capire l'orientamento dei sanitari di Empoli ed i motivi per i quali non fu presa in considerazione la gestione del caso con terapia medica. Siamo quindi a chiedere chiarimenti sia per quanto attiene eventuali valutazioni circa l'inappropriatezza dell'approccio seguito a Careggi, sia il tipo di approccio operato dai sanitari di Empoli non desumibile dalla documentazione clinica, sia infine se - in effetti - dal quadro clinico dell'intervento potesse in effetti desumersi una non corretta gestione del caso nel 2010, come l'interessata riferisce esserle stato verbalmente riferito. Si resta inoltre in attesa di chiarimenti in merito alle modalità con le quali è stata redatta la documentazione clinica, poiché in effetti - mentre il diario infermieristico è completo e dettagliato - il diario clinico si limita a due sole annotazioni in dieci giorni, fermo che il registro operatorio è diffusamente compilato e ciò rende difficoltoso seguire l'evoluzione del caso e le motivazioni delle scelte dei sanitari anche in merito ai motivi per i quali si optò per l'intervento chirurgico”.

Aprile 2014, sollecitazioni anche all’interno del Ministero. “Egregio Dottore, il Dottor Barberio ci sta chiamando con insistenza per avere notizie sulla documentazione in oggetto. Ha già avuto modo di valutare il caso? In attesa di riscontro” così recita la nota che il Ministero della Salute, Dipartimento della programmazione e dell’ordinamento del Servizio Sanitario Nazionale, Direzione Generale della Programmazione Sanitaria, Segreteria della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria, invia al dottore Ghirardini Dirigente dell’Ufficio III del Ministero, e che così risponde “Non appena avremo una risposta da parte della Regione Toscana, sarà nostra cura dargliene riscontro. Saluti”. ​La signora resta, dunque, dal 2012, ancora in attesa di spiegazioni.
 

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