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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Richard Ginori: "Una giornata di riflessioni per cambiare direzione"

Punto di vista ed iniziativa del Comitato Valibona Possibile sul tema della Richard Ginori

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

Tacere non tacere, denunciare non denunciare: il dilemma shakespeariano. Richard Ginori, controllata dal gruppo del lusso Kering (controllore anche del marchio Gucci), non è un marchio in crisi: in crisi semmai sono la produzione e la vendita visto le perdite per oltre 30 milioni di euro degli ultimi due anni. In crisi c'è un settore, quello del lusso, legato al rallentamento della crescita cinese ed in crisi c'è un intero Paese (l'Italia) ormai incapace di sviluppare politiche industriali. La riduzione di personale era già stata annunciata attraverso il piano industriale presentato a novembre dal gruppo e dal suo AD Giovanni Giunchedi, un piano industriale che punterebbe a ulteriori investimenti ma che prevede esuberi tra i 250 lavoratori. Secondo le stime dei Sindacati, i lavoratori in esubero sarebbero 87 unità. Richard Ginori non si smarca da quanto avviene in diverse aziende dell'area della Città Metropolitana, semmai si aggiunge alle centinaia di posti di lavoro sacrificati sull'altare degli investimenti e delle ristrutturazioni. Appare evidente che in un tessuto produttivo incapace di riassorbire i posti perduti, ogni lavoratore che viene lasciato a casa aumenta la casistica che pone questo Paese tra i più alti a disuguaglianza sociale ed economica dell'intero continente europeo. Non si tratta di preservare un marchio storico; si tratta di comprendere come gli Enti Locali e la Regione Toscana intendono fronteggiare una crisi che pare non finire mai. Richard Ginori come la Bekert di Figline Valdarno, come la SIMS di Reggello, come la Alstom di Firenze. Leggiamo che Regione e Comune, ribadendo che è confermata la destinazione d'uso dell'area, hanno sollecitato i creditori a procedere quanto prima, auspicando una risposta positiva a tutta la vicenda. In questo contesto, il Sindaco Falchi e la sua Giunta avrebbero l'opportunità di mostrare un cambio di passo non fermandosi alla mera risoluzione giuridica della partita Ginori, ma sviluppando un rapporto proficuo anche con i suoi lavoratori. La nostra denuncia non può limitarsi a guardare lo spaccato Richard Ginori: come rappresentanti politici abbiamo il dovere di osservare e 'cogliere segni' di quanto accade in tutto il territorio, evitando la retorica e il populismo ma chiedendo quanto prima un incontro con i Sindacati. Lanciamo quindi una giornata di riflessione sulla situazione produttiva e del lavoro nel territorio della Città Metropolitana, invitando sin da subito i Sindacati ad un confronto su quanto accade e quali politiche sviluppare. Le denunce servono laddove offrono un'occasione di incontro.

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