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Cronaca Sesto Fiorentino

Richard Ginori: nessun accordo al Ministero, preoccupazioni per il destino dell'azienda

DoBank non cede sull'offerta di acquisto dei terreni dello stabilimento di Sesto Fiorentino

Tira una brutta aria per Richard Ginori, la storica azienda di porcellane di Sesto Fiorentino. Ieri al Ministero dello sviluppo economico a Roma si è tenuto un incontro tra la nuova proprietà, il gruppo Kering leader nel settore del lusso, e la banca creditrice della vecchia proprietà ma non è stato raggiunto alcun accordo. DoBank ha confermato di non accettare la proposta di Kering per l'acquisto dei terreni su cui sorge lo stabilimento: il gruppo ha acquisito nel 2013 il marchio Richard Ginori ma non possiede la struttura di Sesto Fiorentino. 

Richard Ginori ha ribadito che l'offerta per i terreni resterà valida solo fino al 30 settembre, e soprattutto che non si può proseguire l'attività di produzione senza aver la proprietà dello stabilimento. La decisione è attesa entro l'anno. 

Al Ministero erano presenti anche il consigliere regionale per le questioni legate al lavoro Gianfranco Simoncini e il vicesindaco di Sesto Fiorentino Damiano Sforzi

In merito è intervenuto anche il governatore della Toscana Enrico Rossi che ha detto "Siamo sempre più sconcertati per la piega surreale che sta prendendo la trattativa per la cessione dei terreni. Dopo aver respinto l’offerta concordata prima dell’estate, sulla quale c’era piena sintonia tra tutti i creditori, DoBank ha deciso di riportare la trattativa indietro di diciotto mesi, avanzando richieste economiche fuori dalla realtà”.

C'è preoccupazione per gli oltre 250 lavoratori dello stabilimento di Sesto Fiorentino: se i terreni non passano alla Kering è possibile che l'azienda venga dislocata

"La situazione è gravissima e siamo pronti ad appoggiare qualsiasi iniziativa vorranno intraprendere i lavoratori, ai quali ribadiamo la nostra solidarietà e vicinanza - ha detto il sindaco di Sesto Lorenzo Falchi - A lasciare senza parole l’irresponsabilità con cui DoBank sta dimostrando di voler affrontare la vicenda, incurante delle conseguenze e dell’irrealtà delle proprie richieste. Su un punto siamo stati chiari e saremo sempre più chiari e irremovibili: la destinazione d’uso dei terreni non è in discussione e non sarà mai in discussione. Se qualcuno ha in mente qualche speculazione immobiliare, lo invitiamo a riconsiderare i propri progetti: nel futuro di Sesto c’è la Ginori, c’è il lavoro, c’è l’arte. Chi ha altre aspirazioni, si rassegni e rivolga altrove il proprio interesse”.

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