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Foto d'archivio

Foto d'archivio

In Toscana riaperte le scuole superiori al 50%, gli studenti: "Che strana la scuola così"

Solo in tre regioni alunni tornati in classe, Giani propone l'anno scolastico fino a fine giugno

Una scuola "strana", anche se ormai quella 'ordinaria', pre Covid, pare un ricordo sbiadito, seppur risalente ad un 'solo' anno fa.

E' quella che raccontano questa mattina, al ritorno nelle aule dopo due mesi, seppure al 50% di presenza, studenti e studentesse delle scuole superiori.

"All'intervallo, per fare un esempio, dobbiamo rimanere seduti al banco. Chi si è portato da mangiare mangia, gli altri restano lì fermi", raccontano Alessandro (18 anni) e Guido (17 ancora per una settimana), usciti da poco dal liceo Galileo di via Martelli, a due passi dal Duomo.

Quasi tutti sono contenti della ripartenza in classe. "Da casa non riesco a seguire, mi distraggo più facilmente. Nonostante tutto certamente preferisco le lezioni in presenza, ed è bello rivedere i compagni", concordano i due.

Guido vive a Sesto Fiorentino. "Vengo a Firenze in treno. Stamani? No, non era molto affollato".

Alessandro viene da più lontano, San Casciano. Come la loro compagna di classe Anita. "Arriviamo in corriera, anche la nostra non era troppo affollata", confermano.

"Piuttosto che aprire al 50% io preferivo la didattica a distanza, io riuscivo a seguire", dice Anita, in controtendenza rispetto alla maggior parte dei coetanei.

Sempre dal Galileo ("abbiamo tre scaglioni di ingressi e di uscite, ma ogni 5 minuti. Troppo poco, il tempo andrebbe aumentato", chiedono i ragazzi) esce anche Alessandro, studente di quinta che a fine anno avrà l'esame. "Speriamo che fino a quel giorno almeno noi dell'ultimo anno ci lascino in presenza", sospira.

I problemi non mancano. "In classe siamo normalmente 26 quindi eravamo in 13. Gli altri 13 sono collegati da casa e 'guardano' le lezioni al computer. Ma ogni tanto la connessione salta, alcuni prof usavano quella del loro cellulare".

Oltre alla Toscana oggi hanno riaperto solo Valle d'Aosta ed Abruzzo. Tutte le altre regioni, nonostante la forte contrarietà del ministro dell'istruzione Azzolina, hanno deciso di rimandare, con conseguente proteste di fronte a molti istituti di alunni e professori per chiedere di ripartire.

Soddisfatto Eugenio Giani. "Assembramenti onestamente non ve ne sono stati se non per quello che è il normale ingresso su un autobus o l'attesa di qualche minuto per entrare a scuola. Ho visto un grande senso di maturità negli studenti e per questo li ringrazio", dice il presidente della Toscana, che ha fatto visita proprio al Galileo.

La Regione ha predisposto un piano per il ritorno della didattica in presenza che prevede un aumento dei bus (oltre 300 mezzi in più) in circolazione e la presenza di steward alle fermate per evitare i rischi di assembramento.

"Bene la riapertura al 50%, monitoreremo giorno per giorno. Se le cose vanno bene si può pensare di passare al 75%, se le cose non vanno bene richiuderemo, però valeva la pena provarci", aggiunge Giani, che propone di posticipare la fine dell'anno scolastico per recuperare almeno alcuni dei giorni perduti.

"E' un elemento su cui riflettere. Lo pensavo anche durante il lockdown dell'anno scorso: non ci vedo niente di male nel far arrivare la scuola fino a fine giugno, una volta accadeva", dichiara il presidente della Regione. Nella speranza, nel frattempo, che le scuole non debbano richiudere prima.

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