Boboli riapre, Nardella e Schmidt: “Messaggio di speranza, fiorentini lasciate una donazione”

Dopo due mesi di chiusura di nuovo aperto il giardino mediceo, il direttore Schmidt: “Seguiranno aperture di Palazzo Pitti e Uffizi”

Nardella e Schmidt. Al centro Bianca Maria Landi, curatrice giardino di Boboli

Dopo oltre due mesi di chiusura imposta dal lockdown, questa mattina ha riaperto il giardino di Boboli. Oltre che una bella notizia, un fatto simbolico di grande importanza, come rimarca il sindaco Dario Nardella.

“La riapertura è un messaggio di speranza e di rinascita”, sottolinea infatti Nardella, che ogni giorno ripete la richiesta al governo di stanziare più fondi per i Comuni, Firenze in primis, considerando le casse vuote di Palazzo Vecchio.

Su questa scia, pur ricordando che il giardino di Boboli per i fiorentini è gratuito, il sindaco invita anche i residenti a lasciare una donazione.

“Se qualcuno dei miei concittadini volesse dare una mano in un momento così difficile per la cultura, potrebbe, nonostante la gratuità, pagare simbolicamente un biglietto come dono a questo luogo e alle persone che ci lavorano”, chiede il sindaco.

Un appello, insomma, a sostenere la cultura, sulla falsa riga di quello lanciato ieri per chiedere di consumare nei locali, bar e ristoranti del centro storico per aiutare a fare ripartire l'economia cittadina.

“Il giardino di Boboli riapre nella massima sicurezza”, affermano sia Nardella che il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt.

“Il coronavirus non è ancora vinto, tuttavia la riapertura è un grande segnale. Riapriamo in tutta sicurezza”, assicura Schmidt. Per l'ingresso al giardino sono previste tutte le misure anticontagio: vietato l'ingresso a persone con temperatura corporea oltre i 37,5 gradi, obbligo di mascherina, distanza minima di 1,8 metri, divieto di assembramenti, gruppi massimi di 10 persone. Immutati gli orari di apertura: 8:45 – 18:15 (ultimo ingresso 17:15).

In mattinata si sono registrati circa 150 visitatori. Schmidt fa proprio l'appello di Nardella ad eventuali donazioni, perché “noi non riceviamo niente come Uffizi per questa riapertura. Sono i soldi dei biglietti dell'anno scorso che ci permettono di riaprire”. E oltre ai mancati incassi di questi mesi “le sanificazioni comportano dei costi elevati e questi vanno calcolati”.

Peraltro i lavori di tutela e restauro del giardino non si sono fermati nemmeno nel periodo di lockdown e nell'ultimo hanno sono ammontati a circa un milione di investimento. Dopo Boboli, nelle prossime settimane seguiranno altre importanti e simboliche riaperture.

“Con questa giornata comincia il crescendo delle nostre riaperture. Oggi restituiamo al pubblico il Giardino di Boboli, il 28 maggio sarà la volta di Palazzo Pitti, dove inaugureremo la prima  mostra monografica sulla grande pittrice del Seicento Giovanna Garzoni, infine il giorno successivo alla festa della Repubblica, il 3 di giugno, concluderemo riaprendo i battenti della galleria degli Uffizi”, aggiunge Schmidt.

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“Eravamo pronti su tutta la linea ma abbiamo declinato queste aperture seguendo alla lettera le indicazioni del comitato tecnico scientifico: prima i musei all'aperto, come Boboli, poi quelli piccoli, con meno di centomila visitatori l'anno e infine i più grandi, come gli Uffizi. Ovviamente - conclude il direttore tedesco delle Gallerie degli Uffizi -, abbiamo predisposto tutte le misure previste in funzione anti coronavirus e tese a garantire il distanziamento sociale”.

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