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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

Taxi, revocato lo sciopero di due giorni

La decisione presa in considerazione della crisi di governo in atto e dell'interruzione dei lavori parlamentari

E' stato revocato lo sciopero dei tassisti indetto per le giornate di domani, mercoledì 20 luglio, e dopodomani, giovedì 21. La protesta era stata indetta, dopo il "fermo spontaneo" della settimana scorsa e dopo altre due giornate di sciopero precedente, contro la liberalizzazione del settore prevista dal cosiddetto 'ddl concorrenza' ed in particolare contro l'articolo 10 di suddetto ddl.

"In considerazione della conclamata crisi di governo in atto, con la quale risultano interrotti i lavori del parlamento ed in particolare della Commissione attività produttive, commercio e turismo della camera dei deputati, dove dovrebbe essere affrontata la questione della riforma del comparto taxi, si è ritenuto opportuno revocare il fermo nazionale del servizio previsto per le giornate del 20 e 21 luglio", si legge in una nota diramata da FIT CISL – UNICA CGIL – UGL TAXI – FEDERTAXI CISAL – UTI - TAM – SATAM – CLAAI – USB TAXI – OR.SA TAXI – UNIMPRESA - URITAXI – FAST CONFSAL.

"In attesa di sviluppi relativi all’attuale situazione di crisi, i rappresentanti del comparto torneranno a riunirsi nei prossimi giorni, al fine di mantenere alto il livello di attenzione sull’approvazione dell’articolo 10 del ddl concorrenza, e valutare eventuali nuove forme di protesta con la proclamazione di un nuovo sciopero. Non siamo infatti intenzionati - si legge ancora -, a concedere alcuna delega in bianco a nessun governo, per intervenire sul comparto e per noi l’unica strada percorribile è quella dello stralcio dell’articolo 10, tanto più alla luce delle numerose e vergognose commistioni che stanno emergendo grazie all’inchiesta “UBER FILES”, tra ambienti istituzionali e strutture di pressione di vario tipo, studi professionali, uomini d’affari, think tank pseudo liberali, affinché le norme del comparto taxi, vengano riscritte in favore delle multinazionali che vogliono deregolamentare il servizio pubblico: Uber, Freenow e Bolt".

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