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Fortezza da Basso

Fortezza da Basso

Fortezza da Basso: al via il recupero del mastio e delle mura di collegamento

Approvato il progetto esecutivo del terzo lotto di lavori, interventi per 2,7 milioni di euro

Vanno avanti con i lavori di restauro per il recupero e la valorizzazione della Fortezza da Basso, il monumentale complesso fieristico-congressuale di 95mila metri quadri a pochi passi dalla stazione di Santa Maria Novella.

Dopo l’intervento sul primo tratto di mura, è la volta del mastio con la sua trecentesca ‘porta a Faenza’ e delle cortine murarie fino al baluardo della Cavaniglia.

Il progetto esecutivo dell’intervento, per un importo di oltre 2,7 milioni di euro, ha avuto il via libera della giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore ai lavori pubblici Titta Meucci e dell’assessore alla cultura Tommaso Sacchi.

I lavori rientrano nel piano complessivo di recupero del complesso da oltre 68milioni di euro. E' allo studio anche un sistema di percorsi  pubblici per la valorizzazione culturale dei camminamenti di ronda e dei bastioni verdi ancora esistenti, Bellavista e Rastriglia.

Il tratto interessato dal progetto di restauro, che abbraccia il monumentale mastio e le cortine murarie fino al baluardo della Cavaniglia, è stato oggetto in tempi recenti di interventi di sistemazione esterna che hanno agevolato la fruizione pedonale, come l’interramento del viale Strozzi e la realizzazione della piazza Bambine e Bambini di Beslan.

Negli anni '90 la Soprintendenza ha realizzato lavori di pulitura, consolidamento e integrazione delle parti mancanti sia al mastio che alle cortine di collegamento.

A distanza di trent’anni da questo intervento di restauro, il mastio presenta fenomeni di degrado della pietra forte che necessitano di interventi di pulitura e consolidamento; le cortine murarie presentano una forte presenza di muschi e piante superiori; mentre il cornicione presenta discontinuità e mancanze.

I lavori del terzo lotto prevedono quindi di intervenire su questi elementi; sono previsti il restauro degli stemmi in pietra arenaria; del portone e ferramenta in ferro nel fossato; l’integrazione della pavimentazione in cotto e il trattamento delle ringhiere nei camminamenti.

La ristrutturazione delle mura, iniziata a gennaio 2020, prevede sia la ricostruzione di parti danneggiate, come il bastione Bellavista (all’angolo fra la ferrovia e il Mugnone), sia il restauro e la pulizia dei materiali lapidei e dei laterizi secondo diverse tecniche alternative tra loro, ma ugualmente compatibili, che sono state valutate misurando il colore, la capacità di assorbimento d’acqua, l’attività biologica e altri parametri.

Il restauro delle cortine murarie è stato avviato a partire da un rilievo critico dell’analisi di materiali, lo stato di conservazione e l’indicazione delle tipologie dell’intervento per ogni singola zona.

L’intervento complessivo di ristrutturazione della Fortezza da Basso prevede il recupero di intere aree rinascimentali come i bastioni e le mura, l’ammodernamento di alcuni padiglioni come lo Spadolini e il Machiavelli, la realizzazione del nuovo padiglione fieristico-congressuale Bellavista (al posto del vecchio Rastriglia e dei Magazzini dell’ex tribunale che saranno demoliti), secondo il calendario stabilito nell’accordo di programma sottoscritto da Regione, Città Metropolitana, Comune e Camera di Commercio di Firenze, proprietari del bene, in accordo con la Soprintendenza per i beni artistici e storici e con Firenze Fiera, gestore dell’attività fieristico-congressuale, anche per garantire la continuità operativa della struttura.

I lavori interessano anche il Palaffari, di proprietà di Firenze Fiera, e il Palazzo dei Congressi nella storica Villa Vittoria, di proprietà della Regione Toscana. 

"Un'opera fondamentale da realizzare nell’interesse della città e del polo fieristico di Firenze - commenta Meucci -, con un percorso che diventa sempre più concreto e visibile grazie agli interventi di restauro della parte esterna del complesso”. 

“La Fortezza - aggiunge Sacchi -, sarà anche al centro di una valorizzazione culturale dei suoi percorsi più segreti, dai sotterranei fino al mastio, che torneranno visitabili per tutti: i cittadini potranno così riappropriarsi dei monumenti storici di Firenze, anche quelli meno noti rispetto alle bellezze canoniche”.

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