Duomo e Battistero di nuovo splendenti grazie al restauro col laser

Papa Francesco ha potuto ammirare il Battistero appena restaurato e ripulito. Interventi accurati resi possibili grazie a moderne tecnologie laser

Dopo anni di lavori di restauro e pulizia sono tornati a splendere, ammirati anche da Papa Francesco, il Battistero e il Duomo di Firenze. Il risultato è opera del lavoro congiunto di Opificio delle Pietre Dure, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Opera di Santa Maria del Fiore, dal Consorzio San Zanobi. L'intervento globale di restauro sì è basato su precisissime tecnologie laser.

Il team di esperti è stato composto da architetti, restauratori e studiosi di arte. Ad essere protagonisti di questo importante restauro sono state le sculture del Duomo, della Porta del Paradiso e della Porta Nord, tesori del Rinascimento fiorentino realizzati nella prima metà del 15° secolo da Lorenzo Ghiberti, le statue in bronzo del Battistero, la Porta della Mandorla, che porta la firma di vari scultori, tra i quali Donatello, e le parti marmoree decorate del Battistero. E tra i primi ad ammirare nella sua interezza il risultato dell’intervento è stato proprio Papa Francesco.

La conclusione dei lavori di restauro dell’esterno del Battistero, eseguite dal Consorzio San Zanobi, e l’inaugurazione del nuovo e bellissimo allestimento del Museo dell’Opera del Duomo, è coincisa con la storica visita del Santo Padre a Firenze.

L’intervento di restauro attuato a Firenze è stato reso possibile grazie ad una tecnologia tutta italiana messa a punto, dopo anni di studi e prove, da uno staff di ingegneri e tecnici. La tipologia di laser impiegata, messa a punto dal Gruppo El.En, permette un intervento molto selettivo e non crea danni alle superfici, rispettandone le patine di valore e le tessiture originarie.

Il fascio di luce del laser agisce in maniera precisa e selettiva, recupera e ripulisce le opere dai segni del tempo. Un progresso tecnologico, quello del laser, a zero impatto ambientale, di grande importanza, che permette una maggiore accuratezza del restauro.

L’intervento portato a termine a Firenze arriva dopo un altro importante traguardo raggiunto la scorsa estate ai Musei Vaticani, dove è iniziato il lavoro per riportate al loro antico splendore 500 tra statue, busti ed opere scultoree dei Giardini, attraverso l’ausilio di due tipologie di laser: il cosiddetto ‘laser demolitore’, da tempo impiegato per la rottura di calcoli renali, e ora utilizzato per eliminare concrezioni e incrostazioni dalle sculture di cemento e marmo e sulle opere realizzate in metallo come oro e bronzo, ed un laser di dimensioni e peso ridotti, rispetto ai modelli abitualmente utilizzati, più facilmente trasportabile, che garantisce un effetto ripulente sulla superficie, “vaporizzando” di fatto il substrato o la crosta nera depositata.

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