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Resort di lusso in Costa San Giorgio e possibile ascensore, Schmidt preoccupato: "Preservare il giardino di Boboli"

Il direttore degli Uffizi a Palazzo Vecchio e Soprintendenza: "Inestimabile valore, garantire la totale integrità"

Sulla vicenda del resort extra lusso che sorgerà in Costa San Giorgio all'ex caserma Vittorio Veneto, ad opera della famiglia multimilionaria argentina dei Lowenstein, ha tenuto alta l'attenzione negli ultimi mesi l'associazione ambientalista Idra, esprimendo forti dubbi sull'opera, in particolare sull'eventuale impatto negativo di un tale resort su un'area di altro pregio e molto fragile dal punto di vista idrogeologico.

Ora forti perplessità arrivano anche da Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, complesso museale che comprende anche il Giardino di Boboli, che ha inviato una missiva per scrivere le proprie "osservazioni" sulla "procedura relativa alla variante al regolamento urbanistico ex Caserma Vittorio Veneto".

Lettera inviata al soprintendente Andrea Pessina, alla direzione urbanistica di Palazzo Vecchio, all'associazione Idra e al Difensore Civico della Toscana.

“Il Giardino di Boboli è un museo a cielo aperto di inestimabile valore culturale, e come tale deve essere preservato nella sua totale integrità fisica tanto in superficie quanto nel sottosuolo. [...] E’ dovere pertanto dello scrivente Istituto adoperarsi per mettere in atto ogni misura utile a tutelare, gestire e valorizzare le proprie collezioni, comprensive di beni archeologici, storico-artistici, architettonici, paesaggistici e naturali”, premette Schmidt.

“Il Parco Monumentale di Boboli, analogamente ad un sistema venoso di un corpo umano, si compone di cunicoli e condutture che trasportano l’acqua che rende rigogliosa la vegetazione, alimenta sorgenti e vivai, depositi e conserve, vasche che custodiscono preziose collezioni di piante acquatiche, fontane e giochi d’acqua che decorano le Grotte, tema tanto caro ai giardini storici monumentali fiorentini prima medicei e poi lorenesi”, prosegue il direttore degli Uffizi.

Proprio nei pressi della più antica di queste Grotte, detta ‘di Madama’, il progetto di albergo presentato all’amministrazione comunale, ricorda Idra, "prevede l’istallazione di un ‘ascensore inclinato’ a servizio della clientela: accolti attraverso il portone principale di Palazzo Pitti, superato il cortile dell’Ammannati il progetto prevede che gli ospiti del resort raggiungano, lungo l’Orto di Giove, il mezzo meccanico che li trasferisca alle camere".

Preoccupazione sul fatto che la fragilità del 'sistema Boboli' possa essere messo a rischio è ribadita da Schmidt sul finale della lettera.

“E’ d’uopo rilevare - si legge -, la necessità che qualsivoglia iniziativa e/o intervento che interessi le aree immediatamente prossime al Complesso Museale di Boboli, debba essere posto in essere nel rispetto del primario obiettivo di garantire e preservare l’integrità del patrimonio culturale dello stesso. In ragione di quanto sopra esposto si chiede cortesemente di tenere in debita considerazione le suesposte osservazioni, al fine di adottare le più opportune determinazioni del caso".

L'associazione Idra, che ha reso noto il testo della lettera di Schmidt, commentando le parole del direttore degli uffizi ricorda come la variante preveda una nuova destinazione urbanistica turistico–ricettiva all’86%, per un resort che avrà oltre 80 camere, parcheggi per gli ospiti (scavati nel contesto della 'collina delle Rovinate', nome che deriva proprio dalla fragilità idraulica dell'area), appartamenti, suites, ristorante, piscina. Per mettere in moto il processo di partecipazione cittadina Idra proprio in queste settimane ha lanciato la raccolta delle 400 firme necessarie a far scattare la procedura.

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