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Cronaca

Mafie, la relazione Dia: "Monitorare grandi opere pubbliche fiorentine in avvio con fondi europei"

Report al Parlamento. "Per prevenire le infiltrazioni mafiose nel tessuto socio-economico". Citate "rete tranviaria cittadina e metropolitana", "ampliamento tratto A1 Firenze Sud-Incisa Reggello" e "stazione Foster"

"Nell’ottica di prevenire le infiltrazioni mafiose nel tessuto socio-economico fiorentino, si rende necessario il monitoraggio, da parte degli uffici preposti, degli affidamenti delle grandi opere pubbliche che saranno avviati con gli stanziamenti comunitari". È quanto si legge nell'ultima relazione al Parlamento della Dia, direzione investigativa antimafia, relativamente al pericolo potenziale che la criminalità organizzata - nell'ordine: 'ndrangheta, camorra e mafia - possa 'mettere le mani' sui grandi appalti che coinvolgono e coinvolgeranno per anni il capoluogo toscano.

"A titolo esemplificativo, si citano le principali opere infrastrutturali che dovrebbero vedere un’implementazione nel prossimo futuro a Firenze - spiegano gli analisti della Dia, che dipende dal Ministro dell'Interno -: prolungamento della rete tranviaria cittadina e metropolitana, con riferimento ai Comuni di Firenze e Bagno a Ripoli, prosecuzione dell’ampliamento autostradale nel tratto dell’A1 Firenze Sud-Incisa Reggello, infine la cosiddetta stazione Foster che avrebbe la funzione di migliorare l’alta velocità ferroviaria lungo la direttrice nord-sud nel tratto fiorentino". Naturalmente ce ne sono anche altre, a partire dallo stadio.

Analizzato il potenziale business degli appalti, l'antimafia si concentra poi su un'altra 'colonna' dell'attività mafiosa: il riciclaggio e, in particolare, l'evidente pervasività dei soggetti albanesi nel tessuto imprenditoriale locale: "merita segnalare - si legge nel report relativo al primo semestre dello scorso anno - come molti soggetti albanesi si stiano affermando sul  territorio in veste di imprenditori, per lo più edili o nel settore della ristorazione. In quest’ultimo ambito, con particolare riferimento al capoluogo fiorentino, merita segnalare come moltissime attività del centro storico (ristoranti, bar, tavole calde, trattorie), sarebbero state acquisite da soggetti albanesi".

Allarme mafie: attenzione alla variante criminale toscana

Sul punto, la Dia segnala anche "un cadavere, identificato successivamente come un soggetto di nazionalità albanese, rinvenuto a Firenze, nell’Arno, il 13 luglio 2022".

Allargando il campo da Firenze e provincia, gli analisti rilevano come "nelle province di Prato e Pistoia permane la presenza di esponenti della criminalità cinese, ma anche della criminalità italiana, con particolare riferimento alla camorra. Significativa, al riguardo, la confisca dei beni eseguita dalla Dia di Firenze a carico di un imprenditore turistico-alberghiero originario di Napoli, ma da molti anni attivo in provincia di Pistoia. Resta, inoltre, un settore di possibile esposizione alla infiltrazione criminale quello dei rifiuti, emerso grazie alla già citata operazione “Keu” diretta dalla Dda di Firenze che ha evidenziato il ruolo attivo di soggetti legati alla ‘ndrangheta nelle province di Arezzo, con particolare riferimento alla zona del Valdarno e Pisa, con riferimento al territorio compreso tra Pontedera e Santa Croce sull’Arno". 

"Gli interessi criminali - prosegue il report della Dia - possono estendersi inoltre su tutta la costa, dall’Argentario alla Versilia, passando per la provincia di Grosseto e in particolare l’alta Maremma (ove riveste sempre particolare interesse il territorio di Follonica, già teatro in passato di significative manifestazioni criminali), le aree portuali di Piombino, Livorno e le province di Pisa e Lucca, fino ad arrivare alla confinante provincia di Massa-Carrara, tutti territori economicamente significativi, vocati al turismo e appetibili per investimenti illeciti".

Toscana

Per quanto riguarda in generale la nostra regione, secondo la direzione investigativa antimafia "la Toscana si conferma territorio d’interesse delle consorterie criminali, con particolare riferimento al settore turistico-alberghiero soprattutto lungo la costa, alla gestione dei rifiuti, alla ristorazione ed agli appalti pubblici. Nello specifico, le attività criminali si concentrano nell’estorsione e nell’usura, nel traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, nella gestione, traffico e smaltimento illecito di rifiuti, nel riciclaggio di danaro e reimpiego in attività immobiliari o imprenditoriali, infine nella penetrazione nell’economia legale tramite l’alienazione e costituzione di attività imprenditoriali edili con l’obiettivo di acquisire appalti pubblici".

Tra i clan segnalati Casalesi, Grande Aracri, Bove-De Paola, Gallace, Osmani.

Certamente, 'ndrangheta e camorra restano le consorterie criminali che rivestono un ruolo più importante tra quelle che si muovono sul territorio. Se infatti "le attività info-investigative sinora esperite confermano la presenza di soggetti affiliati a famiglie mafiose siciliane trasferitisi in Toscana da diversi anni e che, tuttavia, mantengono nel territorio un basso profilo, ad oggi, sulla base delle attività condotte in ambito regionale, nonché dei provvedimenti interdittivi antimafia emessi dai prefetti, cosa nostra risulta attiva ma apparentemente meno penetrante in Toscana rispetto alla ‘ndrangheta e alla camorra che, invece, dimostrano elevata capacità d’infiltrazione e radicamento nel tessuto socio-economico".  

Per quanto attiene alla criminalità straniera, infine, "le nazionalità maggiormente presenti nel territorio toscano si confermano quelle romene, cinesi e albanesi. Rivestono tuttavia un ruolo significativo anche i soggetti di etnia magrebina e nigeriana, impegnati soprattutto nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, le compagini albanesi sono quelle maggiormente dedite alle attività illegali, seguite dai gruppi cinesi che continuano a mantenere un ruolo primario in molte attività, specialmente nel distretto del tessile-abbigliamento che coinvolge l’hinterland fiorentino (con specifico riferimento alla zona industriale dell’Osmannoro e ai Comuni di Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio) fino a ricomprendere tutta la provincia di Prato e parte di quella di Pistoia".

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