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Cronaca Figline Valdarno

Reindustrializzazione della ex Bekaert, il nuovo investitore è Ge-Group: "Nuovi posti di lavoro nel territorio"

L'annuncio dell'azienda di Bagno a Ripoli, operante nel settore delle energie rinnovabili e dell'efficientamento energetico, che ha sottoscritto il preliminare d'acquisto dell'immobile

E' Global Energy Group (Ge-Group) la società che ha sottoscritto il preliminare d'acquisto dell'immobile ex-Bekaert di Figline Valdarno, la fabbrica chiusa dal 2018, quando di punto in bianco la multinazionale proprietaria annunciò la chiusura e il licenziamento collettivo dei 318 operai che ci lavoravano.

A darne notizia è la stessa Ge-Group, “azienda leader nel campo dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili” e “specializzata nell’impiantistica termica aziendale e residenziale”, come si  come si legge sul sito internet della società, che ha sede a Bagno a Ripoli.

“A seguito dell'incontro con le parti sociali e con le istituzioni avvenuto ieri 4 agosto 2022 in merito al progetto di reindustrializzazione dello stabilimento ex Bekaert, si comunica che la nostra società ha formalmente avviato un processo di riqualificazione dell'area con la sottoscrizione di un preliminare di acquisto dell'immobile con la società Bekaert”, si legge nella nota diffusa.

Il progetto, in partecipazione con diverse società di eccellenza, “verte a creare una nuova economia circolare all'interno di una comunità energetica autosufficiente, creando nuovi processi e innovazione per il futuro”. La società Ge-Group srl “ha il ruolo di sviluppare tutte le condizioni autorizzati, economiche, finanziarie e progettuali per dare vita al primo progetto di economia circolare totalmente autosufficiente in Italia. L'obiettivo principale del progetto è quello di creare attività innovative proiettate verso una nuova economia sostenibile, ma soprattutto di creare nuovi posti di lavoro nel territorio, raccogliendo l'appello della Regione e delle parti sociali nel riassumere il personale licenziato dalla Bekaert e tutt'ora senza impiego”.

La Regione: "Primo passo"

Il consigliere del presidente della Regione Giani, Valerio Fabiani, ha presentato a istituzioni e sindacati il progetto di reindustrializzazione dello stabilimento, definendo l’incontro con Ge-Gropu “proficuo, un primo passo al quale altri ne seguiranno”.

Particolare soddisfazione da parte di Fabiani “per il fatto che l’azienda ha accolto la richiesta di procedere innanzitutto all’assunzione dei lavoratori ex Bekaert rimasti senza occupazione – attualmente 26 - e di quelli che hanno un’occupazione ma a tempo determinato. Ora tutti a lavoro per la reindustrializzazione di un sito grande e strategico per la Toscana e per creare nuova occupazione sul territorio”.

“E' una buona notizia per il territorio. A seguito di tutte le valutazioni tecniche, commerciali e ambientali necessarie per la realizzazione del progetto da parte dell'azienda, sarà possibile avere il quadro chiaro del piano industriale e anche della sua tempistica di realizzazione.

Nell'attesa di conoscere tutti gli elementi del progetto, per il Comune la priorità resta la completa reindustrializzazione del sito produttivo, unica strada per garantire nuova occupazione al territorio e rilanciare lo sviluppo economico dell'intera vallata”, commenta la sindaca di Figline e Incisa Valdarno Giulia Mugnai.

La Fiom Cgil: “Ora fatti e cronoprogramma”

“Come Fiom Cgil abbiamo appreso positivamente, dopo oltre quattro anni dall’inizio della vertenza, che esisterebbe la possibilità concreta della riconversione del sito. Per quanto ci riguarda abbiamo ribadito la necessità di sanare la ferita della perdita di 318 posti di lavoro nel territorio del Valdarno fiorentino per la scelta scellerata di Bekaert nel giugno 2018. Per noi è il giusto risarcimento che deve essere fatto ai posti di lavoro ed all’intero territorio. Il piano che ci è stato presentato dal soggetto industrializzatore è ambizioso, un piano che trasformerebbe quell’area in una sorta di incubatore di imprese che possono utilizzare energie alternative per le attività produttive, utilizzando, come ci è stato detto, i fondi del Pnrr destinati alla transizione energetica/ambientale. Tutto ciò potrebbe avere effetti importanti e positivi sia sul terreno ambientale che occupazionale, due temi che come Fiom abbiamo sempre sposato e tenuti assieme in tutta la vertenza. Adesso però è arrivato il momento dei fatti, anche perché di parole ne sono state spese fin troppe e senza soluzione. Chiediamo pertanto al nuovo soggetto industriale, alla Regione e agli enti locali, alla luce di quanto emerso all’incontro di ieri, assieme alle altre organizzazioni sindacali di sottoscrivere in sede istituzionale un contratto di sviluppo vincolante che stabilisca tempi, modi e criteri del Piano di reindustrializzazione; un cronoprogramma che preveda ad ogni singola scadenza un incontro di verifica, partendo dal primo necessario step che è quello della bonifica ambientale dell’area di via Petrarca, fino ad arrivare al traguardo finale della totale reindustrializzazione e alla completa riattivazione dei 318 posti di lavoro. Un contratto di sviluppo che potrebbe anche prevedere, come ci è stato comunicato ufficialmente ieri, l’utilizzo di fondi pubblici del PNRR, il che ci consentirebbe a maggior ragione di vincolare l’investimento al territorio”, il commento di Daniele Calosi, segretario generale di Fiom-Cgil Firenze Prato Pistoia .

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