Costa San Giorgio: sì alla variante urbanistica, all'ex caserma una struttura ricettiva di lusso

Palazzo Vecchio: "Andiamo avanti con il recupero"

Avanti con il recupero dell’ex caserma Vittorio Veneto in Costa San Giorgio, dove dovrebbe sorgere una struttura ricettiva di alto lusso.

La giunta di Palazzo Vecchio, su proposta dell’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re, ha adottato nell’ultima seduta la variante semplificata che definisce le destinazioni d’uso del complesso, aggiornando le prescrizioni e le compensazioni legate all’intervento di recupero.

Le destinazioni individuate sono quelle turistico-ricettiva (86%), commerciale relativa alle medie strutture di vendita (9%) e direzionale comprensiva delle attività private di servizio (5%).

Il masterplan prevede anche la sistemazione e utilizzazione delle aree esterne della ex caserma, con l’obiettivo di far rivivere gli antichi orti e le disposizioni ottocentesche a giardino.
"Il tutto - si legge in una di Palazzo Vecchio -, con la previsione di attività aperte al pubblico per la fruizione da parte dei cittadini e con la destinazione degli oneri a opere di riqualificazione della zona di Costa San Giorgio".

L’intervento è soggetto a una serie di prescrizioni, tra le quali: l’inserimento nella parte nord-ovest del complesso di attività aperte al pubblico, in modo da consentire la fruizione di parte della struttura conventuale e dello spazio aperto di pregio storico-architettonico; l’apertura al pubblico, anche attraverso visite guidate, dei chiostri di San Girolamo e San Giorgio, dell’ex chiesa di San Girolamo, degli affreschi ‘L’ultima cena’, ‘Le nozze di Cana’ e ‘I quattro santi evangelisti ed i quattro santi martiri coronati’ (modalità e tempi dovranno essere concordati con Soprintendenza e Amministrazione comunale); la verifica della possibilità di collegamento con il giardino di Boboli e con Forte Belvedere.

La compensazione per l’impatto generato dalla modifica della destinazione d’uso sarà impegnata principalmente per le opere di riqualificazione di costa San Giorgio (da piazza dei Rossi a vicolo della Cava), dello snodo tra costa San Giorgio e costa dei Magnoli, della scalinata tra costa San Giorgio e piazza di Santa Maria Soprarno.

La richiesta di variante al regolamento urbanistico per avviare la progettazione definitiva era stata presentata dal privato a marzo 2018 e si configura come ‘variante semplificata’.

Alla delibera di oggi si arriva a seguito del concorso internazionale svolto dal privato nel 2016, che aveva portato all’individuazione delle destinazioni d’uso di progetto, non definite dal regolamento urbanistico per i casi di elevata complessità.

Il progetto presentato dal privato è stato sottoposto a verifica di valutazione ambientale strategica, con successiva esclusione. Il complesso dell’ex caserma Vittorio Veneto, su una superficie di 16.137 mq, è stato edificato in epoche successive a partire dal 14esimo secolo ed è caratterizzato da una complessa articolazione di volumi con una significativa presenza di aree verdi a diretto contatto con la collina di Forte Belvedere e il giardino di Boboli.

"Il progetto complessivo ripropone una serie di elementi storici: i percorsi del 1808/1810 a sottolineare i terrazzamenti della collina di San Giorgio; la sagoma dell’orto-giardino del convento di San Giorgio e dello Spirito Santo sulla copertura degli edifici esistenti; il giardino dei Semplici dell’ex convento posto di fronte all’antico refettorio; le piscine a evocare le antiche vasche utilizzate in epoca conventuale come cisterne, vivai di pesci e lavatoi; un pozzo che rievoca il pozzo miracoloso di San Mamiliano; gli antichi percorsi di preghiera con scala penitenziale che parte dal giardino dei Semplici e arriva sotto il Forte Belvedere; i terrazzamenti a uso orto dell’antico convento di San Girolamo e San Francesco con recupero delle coltivazioni storiche", assicura Palazzo Vecchio.

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Tra le prescrizioni, commenta l'assessore Del Re "abbiamo inserito la fruizione di parte della struttura al pubblico e anche la verifica della fattibilità di un collegamento tra Boboli e il Forte Belvedere. Un’opera che agevolerebbe nell’accessibilità del Forte Belvedere e contribuirebbe anche a un miglior governo dei flussi turistici”.

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