Arte batte Coronavirus: numeri da record per gli Uffizi, anche a gennaio

Nel 2019 4,5 milioni di presenze (+6,1%) e ricavi a +119%

Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt

Arte, almeno quella degli Uffizi, batte Coronavirus. Almeno secondo i dati rivelati questa mattina da Eike Schmidt, direttore delle Gallerie dall'estate 2015.

"La crescita di gennaio è di +18% di biglietti venduti, nonostante tutto. E' molto incoraggiante vedere che anche nell'ultima settimana visitatori e biglietti venduti hanno continuato a crescere. Dunque possiamo se la situazione rimarrà quella di adesso non inciderà molto sul numero dei visitatori e della crescita", le parole di Schmidt, questa mattina, a margine della presentazione dei numeri delle Gallerie degli Uffizi nel 2019, rispondendo ai cronisti che chiedevano quale potesse essere l'effetto del Coronavirus.

Se poi il Coronavirus "dovesse diventare una pandemia globale, e al momento questo è uno scenario totalmente ipotetico, ovviamente ciò avrebbe un impatto sul turismo e sui musei. Se l'impatto dovesse invece rimanere localizzato, regionalizzato, non ci aspettiamo un grande influsso su visite e crescita. E questo per due ragioni: l'estrema diversità dei nostri visitatori, poichè ogni settimana abbiamo visitatori da oltre 100 paesi diversi, e in secondo luogo il fatto che, specialmente in alta stagione abbiamo più richiesta che offerta, per cui se un gruppo di una nazione non viene, ce ne è subito uno di un'altra nazione pronto a sostituirlo".

Quanto al 2019, è stato un nuovo anno di forte crescita per le Gallerie degli Uffizi: sono infatti aumentati visitatori (+6,1%) e ricavi (+3,2%).

Dal 2014, anno precedente all’entrata in vigore della riforma Franceschini del Mibact, al 2019 appena trascorso, il numero dei visitatori è passato da 3 milioni e 297mila a 4 milioni e 391mila (+33,2%). La crescita riguarda soprattutto la bassa stagione e Palazzo Pitti - Giardino di Boboli.

I ricavi, dal 2014 al 2019, sono più che raddoppiati (+118,6%) passando da 16 milioni a 35,1 milioni di euro.

Sempre dal 2014, le Gallerie degli Uffizi hanno creato 108 nuovi posti di lavoro attraverso Ales (la società in-house del Mibact): 14 di questi nel 2019.

VISITATORI

Con 4 milioni e 391mila895 presenze (a fronte delle 4.153.101 del 2018) le Gallerie degli Uffizi si confermano anche quest’anno il più frequentato museo italiano (al secondo posto, secondo i numeri della classifica del Mibact c’è la Galleria dell’Accademia di Firenze, con 1.704.776, al terzo il Museo Egizio di Torino con 853.320), e pertanto "rientriamo nei top 10 mondiali", si legge in una nota diramata.

Nel complesso vasariano degli Uffizi (Galleria delle Statue e delle Pitture) ci sono stati 2.361.753 visitatori (+5,9%), a Palazzo Pitti 777.212 (+6,9%), al Giardino di Boboli 1.252.896 (+6,2%). 

Inoltre secondo la statistica del Mibact, in Italia le Gallerie degli Uffizi sono l'istituto culturale con la maggior crescita di visitatori in termini assoluti (+254.168), seguito da Pompei (+156.538). 

BOOM DEGLI ABBONAMENTI

Da segnalare il successo dei biglietti speciali per accedere a tutti gli spazi delle Gallerie: il Passepartout 3 Days, scelto da 148.384 persone, cresce del 42%, mentre il Passepartout annuale cresce del +254%, con 10.351 abbonati. Il Passepartout Family (valida per due adulti con tutti i loro bambini) è stata acquistata da oltre 900 famiglie, garantendo l’ingresso regolare e prioritario ad oltre 2.000 persone. 

“Questo boom dei nostri abbonamenti è un’ottima notizia – spiega Schmidt – perché testimonia che stiamo riuscendo a fidelizzare una parte sempre più rilevante dei nostri visitatori, soprattutto tra i fiorentini”.

RICAVI

Gli Uffizi avanzano anche economicamente. Nel 2019 i ricavi sono stati pari a 35 milioni e 162mila860 euro, +3,2% rispetto al 2018. Tra questi oltre 30 milioni sono arrivati dalla bigliettazione, con un +4,1% rispetto all’anno precedente. Boom dei biglietti con sconti mirati per fascia oraria a Palazzo Pitti e per il biglietto a prezzo dimezzato per i pomeriggi invernali del mercoledì (+154%).

I MUSEI CHE VIVONO

Nel 2019 si segnala tra le altre l’inaugurazione di sale più estesa nella storia recente della Galleria degli Uffizi: nella scorsa primavera sono infatti stati aperti e riallestiti i nuovi spazi dedicati alla pittura del Cinquecento fiorentino e veneziano: 14 ambienti, per oltre 1.100 metri quadrati, più di 100 opere accolte, tra le quali circa 40 mai viste o non esposte da molto tempo, come l’inquietante Caduta degli Angeli ribelli di Andrea Commodi e la monumentale Madonna del Popolo di Federico Barocci.

Sul versante manutenzione e restauro, ben 230 gli interventi su pitture, sculture, disegni e oggetti curati dal laboratorio interno di restauro, 11 quelli realizzati da professionisti esterni, mentre, grazie alla collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure sono stati sottoposti ad analisi diagnostiche e restaurati numrosi capolavori.

Da menzionare anche le 160 opere d’arte donate nel corso dell’anno alle Gallerie, e i 25 acquisti portati a termine, tra i quali quello del Ripudio di Agar del pittore ottocentesco Giuseppe Bezzuoli e il panoramico disegno progettuale (84 x 207,5 cm) di Pierre Hyacinthe Boucher der Morlaincourt per i due ponti sull’Arno (1809), comprato in occasione del 250/o compleanno di Napoleone Bonaparte.

UFFIZI IN RETE

Sono cresciuti i seguaci dei profili social (Uffizi Galleries, su Instagram e Twitter). Nel 2019 www.uffizi.it ha avuto 12.570.446 visualizzazioni di pagine, con una crescita del 62,4% rispetto al 2018. 

Per Instagram sono stati realizzati 368 post (record di 159.529 visualizzazioni uniche per quello sull'incendio di Notre Dame a Parigi) e i follower al 31 dicembre erano 395.848, con un incremento del +74,8% rispetto al 2018 (al momento siamo oltre i 409.000). Su Twitter sono stati pubblicati 1412 post, 9.188.700 le visualizzazioni totali. In questo caso i follower al 31 dicembre erano 35.810 (+22% rispetto all’anno precedente).

“I nostri numeri del 2019 confermano che il decentramento dei flussi di visita dagli Uffizi verso Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli funziona, perché le nostre tre realtà sono cresciute in maniera organica, armonica e sincronizzata. Anche il lavoro di destagionalizzazione sta dando ottimi frutti: mentre infatti in alta stagione abbiamo sempre oltre 400mila presenze mensili, ora per la prima volta, durante la bassa stagione, registriamo oltre 200mila visitatori al mese", commenta Schmidt.

"L’aumento dei ricavi - prosegue il direttore -, viene speso in maniera virtuosa, aiutando economicamente musei meno frequentati a Firenze (il Museo Archeologico Nazionale e quello dell’Opificio delle Pietre Dure) e per finanziare nuovi progetti scientifici, iniziative di educazione, molti importanti restauri dei nostri capolavori, e la messa in sicurezza delle strutture architettoniche degli Uffizi, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli”.

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