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Vittima seriale a Firenze: subisce la 21esima rapina in 30 anni

Ennesimo furto lunedì in un locale di Cursano: “C'è da aver studiato a Oxford per capire che la situazione è fuori controllo?”

Ha subito 21 rapine in 30 anni di attività a Firenze. L'ultima lunedì scorso. Aldo Cursano, presidente della Confcommercio fiorentina e proprietario di ristoranti, tabacchi e bar nell'area di San Lorenzo, non fa mistero del suo malessere. “Ormai ho la convenzione col vetraio e il falegname – prova a scherzarci su Cursano – La sensazione che la situazione sia fuori controllo ormai è normale. E non a San Lorenzo ma in tutta la città. L'attuale modello di controllo e prevenzione non risponde alla domanda di sicurezza dei cittadini. C'è da fare qualcosa e non assistere impotenti a tutto questo. Ormai non vale più quasi la pena denunciare”.

Dopo le 20, la legalità chiude

La percezione del commerciante è che in città la sicurezza sia a fasce orarie. “Dopo le 20 la legalità chiude e arriva l'illegalità – spiega Cursano – come se il nostro modello di prevenzione e sicurezza facesse orario da ufficio. Fino ad una certa ora il livello di sicurezza è accettabile anche se qualche problema c'è sempre. Poi di notte fanno quello che gli pare. Ci sono violenze di ogni tipo in tutta la città. È la cosa è presa come normalità. È come se qualcosa o qualcuno ci volesse far abituare a considerare tutto questo come normale o meglio ancora come integrazione dei tempi moderni. Non sono uno che si lamenta ma passa il segnale che è meglio delinquere che lavorare. Si rischia meno. Da qui parte la riflessione vera, la percezione a un certo punto di sentirsi abbandonati con la distanza tra istituzioni e cittadini che si allunga. Da padre di famiglia non posso aver paura a mandare i miei figli in centro la sera. Come accade a Milano o Roma, c'è un declino della città in generale e noi ci sentiamo come quei bischeri che vogliono continuare a lavorare, salvaguardare i nostri mestieri e la nostra città”.

Gli effetti di una città senza cittadini

Per Cursano stiamo assistendo ai risultati della fuga dei fiorentini dalla città. “Stiamo assistendo agli  effetti di una città senza cittadini – sottolinea l'imprenditore – l'illegalità si combatte con legalità così come il buio con la luce. E la salvaguardia delle nostre strade, spazi e botteghe si fa con la presenza, con la rete, con lo stare insieme, col vissuto di chi ha un interesse che va oltre la temporaneità. Le città sono fondate dai cittadini. Quando questi non ci sono più è un'altra cosa e si vede. Oggi la città è senza cittadini. Quindi c'è più spazio per speculazioni di ogni tipo, da quelle legali dei grandi fondi a quelle illegali della criminalità. Se la città vive di speculazione ognuno la esercita come gli pare. Oggi manca l'orgoglio di salvaguardare la città nonostante chi sia rimasto provi a far qualcosa e faccia sentire la sua vicinanza. Ci siamo messi in mano alla finanza che sta comprando tutto e tutti. Questo è il risultato di una città che ha perso l'anima. La città ha bisogno di essere protetta, di aiuto. E i cittadini rimasti, si sentono abbandonati”. 
 

“Si deve intervenire”

Per fermare questa emorragia, si dovrebbe intervenire. “Quando le istituzioni mi chiamano per dire che gli dispiace – osserva – mi sento quasi preso in giro. Se le situazioni vanno in questo direzione tutti i giorni, si deve rispondere. Non fare da notai e fare le statistiche. La gente ha il diritto di lavorare in pace e le persone di passeggiare senza problemi o paura di essere aggrediti. E se c'è qualche delinquente va eliminato non è che ci devo convivere. Quando ci sono delle mele marce, tu non puoi continuare a lasciarle in una società che si basa regole e rispetto. La polizia interviene, li identifica, li cattura e li passa alla giustizia. Ma l'azione della polizia è vanificata se la giustizia è inefficace. È il concetto della mela marcia in un paniere. Se non la togli poi contamina tutto. È una questione che preoccupa nel profondo. E non è destra o sinistra. Se chi sta a contatto con la strada vede che l'illegalità aumenta e la legalità diminuisce, c'è da aver studiato a Oxford per capire che c'è qualcosa ce non funziona? C'è da intervenire, altrimenti si torna ai tempi del far west dove ognuno si organizzava. Se vogliono portarci a questo ce lo dicano. Bisogna rafforzare tutela dei valori della legalità. Diversamente son chiacchiere”.

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