Firenze: ragazzine drogate e stuprate 

Il buio dopo alcuni inviti a cena. Tutto sarebbe nato dalla morte del padre di una delle vittime 

Drogate e stuprate per due giorni. E' l'incubo in cui sono precipitate due ragazzine di 15 e 17 anni che abitano in provincia di Firenze. Il loro aguzzino, un uomo di 44 anni, fiorentino, si trova adesso imputato (ma a piede libero) per violenza sessuale aggravata, cessione di stupefacenti aggravata e minaccia aggravata.

La terribile vicenda che ha coinvolto le due minorenni è stata ricostruita dai carabinieri, coordinati dal pm Giacomo Pestelli della procura di Firenze, che hanno trovato riscontri al loro racconto. Tutto sarebbe nato dal desiderio di una delle due ragazzine di scoprire qualcosa di più sul proprio padre, deceduto anni addietro. Per questo la giovane, nell'estate del 2016, avrebbe cominciato a frequentare un amico del babbo defunto, ritrovato per caso. Proprio l'uomo che l'avrebbe poi drogata e stuprata, insieme a un'amica alla quale la ragazza si accompagnava. 

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GLI INVITI A CENA

Le due infatti avrebbero accettato alcuni inviti a cena da parte dell'uomo – che ha precedenti per stupefacenti e resistenza - e in una di queste occasioni, in casa, lui avrebbe cominciato a offrire loro dell'hashish. Quindi le avrebbe invitate a bere alcuni bicchieri, senza che le stesse sapessero cosa stavano assumendo: metadone. Infine sarebbe passato a farle sniffare della cocaina. A quel punto le giovani, totalmente fuori di sé, sarebbero state violentate. L'uomo le avrebbe costrette con la forza sia a subire che a praticare atti sessuali, per tutta la notte. E anche nella giornata successiva, dal momento che le due ragazze – oggi maggiorenni - erano ancora fortemente obnubilate dopo la nottata.

La vicenda è emersa solo due anni dopo, nel 2018, grazie ai sospetti della madre di una delle due ragazzine che, alla fine, si è confidata con lei. Così si è scoperto anche che la giovane, tornata a casa dell'uomo nei giorni successivi per chiedergli spiegazioni sull'accaduto, era stata minacciata dallo stesso con una pistola (a salve). “Non dire nulla” le avrebbe intimato l'aguzzino puntandole l'arma. Quest'ultima è stata in seguito trovata e sequestrata dai carabinieri.

Violenza: in ostaggio per ore in albergo
 

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