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L'interno dello storico Circolo L'Unione di Ponte a Ema

L'interno dello storico Circolo L'Unione di Ponte a Ema

L'appello del circolo Arci di Ponte a Ema: "Aiutateci, rischiamo di chiudere dopo 150 anni"

Pesa il divieto, a differenza di bar e ristoranti, per le attività di somministrazione: "Incongruenza inspiegabile che ci taglia le gambe". Via alla raccolta fondi

Uno dei circoli più antichi di Italia, il circolo Arci L'Unione di Ponte a Ema, che per pochi metri rientra ancora nel territorio comunale fiorentino del Quartiere 3, rischia seriamente la chiusura. Come tantissimi altri circoli dopo questi lunghi mesi di chiusura. 'Noi ci siamo', recita una scritta rossa sopra i cancelli che chiudono l'ingresso, in via Chiantigiana 177, accanto al Museo Bartali. Come un grido per rimarcare la volontà di non mollare.

"E' da marzo che siamo stati praticamente sempre chiusi, ma le spese ci sono ancora. La prospettiva del fallimento diventa sempre più concreta", ammette senza giri di parole Corrado Gastaldo Brac, presidente da sei anni.

Un circolo che risale al 1872. "Il prossimo anno vogliamo festeggiare i 150 anni di storia, per questo adesso lanciamo un appello a tutti: aiutateci, visto che dalle istituzioni oltre le parole il sostegno è stato poco. Non facciamo morire questo luogo, un importantissimo punto di incontro e di socialità", prosegue Gastaldo Brac, lanciando una raccola fondi tramite la pagina Facebook.

Tra i più attivi in queste ultime settimane ci sono anche due nuovi giovani consiglieri, poco più che 20enni, Alessia Casalini e Duccio Pecchioli.

"Mio padre era consigliere del circolo e mio nonno lo frequentava, lo sento come parte di me", spiega Alessia. "Questo è un posto ricco di storia, un luogo di aggregazione, socializzazione, incontro. Ne ha passate tante. Durante il regime fascista fu utilizzato come 'Casa del fascio' ma con combattendo il popolo di Ponte a Ema se lo riprese. Deve superare anche questa", afferma determinata la giovane consigliera.

Il grido d'aiuto: "Metà dei circoli chiuderanno"

Prima del coronavirus il circolo affittava spazi per corsi vari, dal karate al ballo liscio, oltre ad organizzare eventi, cene, cineforum, trasmettere le partite della Fiorentina. "Abbiamo tante idee. Pensiamo anche ad una nuova sala studio per gli studenti, ma con la pandemia è tutto fermo", prosegue la ragazza.

Oltre al danno, poi, la beffa che sta colpendo tutti i circoli Arci e Acli d'Italia. Anche in zona gialla infatti non possono tenere aperte le loro attività di somministrazione, a differenza di tutte le altre attività, dai bar ai ristoranti, che fino alle 18 e dunque anche a pranzo possono restare aperti e servire ai tavoli.

"E' un'incongruenza inspiegabile che ci taglia le gambe. Noi non abbiamo avuto alcun ristoro e siamo costretti a tenere tutto chiuso e ora in assenza di aiuti saremo dovremo chiudere la nostra casa del popolo dopo quasi 150 anni di attività. Quindi invitiamo tutta la popolazione a contribuire alla salvezza del nostro circolo", conclude il presidente. L'Iban diffuso per chi volesse fare donazioni è IT84S0306902889100000000743, causale 'Donazione per il circolo arci l'unione'. Qui la pagina Facebook. Qui il link per le donazioni on line.

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