Cronaca Viali / Piazza Cesare Beccaria

Piazza Beccaria, protesta sotto lo studio del notaio contro la vendita all'asta del Next Emerson / LE IMMAGINI

L'occupazione del centro sociale è nei terreni messi all'asta in zona Castello: "Cara o no, la nostra pelle non la vendiamo"

'Non tutta la città è in vendita', 'Next Emerson non si vende'. E' il contenuto degli striscioni con i quali questa mattina, in piazza Beccaria, si è svolta la protesta contro la vendita all'asta della grande area di Castello, in via di Bellagio, dove da oltre 15 anni anni è presente l'occupazione del centro sociale Next Emerson.

Il presidio, partecipato da diverse decine di persone, si è svolto di fronte allo studio notarile dove era prevista la prima possibile aggiudicazione, con base d'asta di partenza di 2,3 milioni di euro. A quanto trapelato, non è stata presentata alcuna offerta di acquisto.

A questo punto tutta l'area, oltre 10mila metri quadri, in passato della cooperativa Unica e messa all'asta dal curatore fallimentare dopo il fallimento della stessa cooperativa, sarà con ogni probabilità messa nuovamente all'asta in futuro. Come sempre accade, con un prezzo di base per l'acquisto inferiore, dopo che già gli occupanti la consideravano una svendita e un'operazione di speculazione già al primo prezzo.

"Il Next Emerson è parte di una storia trentennale di cultura popolare, votata all'autogestione, basata su meccanismi di crescita collettiva legati alla costruzione di spazi pubblici, in cui le persone si possono mettere in gioco in prima persona. Un luogo dove non vale l'onnipresente ricatto 'giusto = economicamente conveniente", si legge nel volantino che gli attivisti distribuiscono ai passanti.

Le ragioni della protesta: "Siamo un presidio di quartiere, no a nuove villette"

"Una lunga storia: migliaia di concerti, spettacoli, proiezioni, festival e attività quotidiane come palestra, tango, biblioteca, sale prove, skate park, pranzi e cene sociali, il recupero di una socialità non mercificata e libera davvero", si legge ancora, mentre dal megafono parte la voce 'alla città del lusso diciamo basta, gli spazi autogestiti non vanno all'asta'.

Gli occupanti dell'Emerson denunciano un "sovraccarico urbanistico in tutta l'area di Castello, Rifredi e nella piana di Sesto, dove negli anni sono già stati riversati milioni di metri cubi di cemento, a discapito di verde e di spazi pubblici". Nell'area in vendita (al momento l'occupazione occupa due dei tre capannoni presenti), dovrebbero essere realizzate secondo i progetti una serie di villette a schiera.

"E' l'ennesima specualazione edilizia - dicono gli occupanti in presidio, ricordando tra le altre cose il rischio di vendita anche per l'area di Mondeggi, recuperata dall'attuale occupazione dopo anni di abbandono -. E' già successo in tante altre aree della città, per esempio, tra gli ultimi casi, con il resort di lusso che sorgerà in Costa San Giorgio o con gli 'Student Hotel'". Non certo abbordabili da tutte le tasche.

"Orecchie aperte e nervi tesi: cara o no, la nostra pelle non la venderemo affatto", si conclude il volantino. Al presidio a portare solidarietà alla protesta diversi esponenti di 'Sinistra progetto comune', tra consiglieri di quartiere e l'ex candidata sindaca e ora consigliera comunale Antonella Bundu.

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