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Cronaca

Taxi, prosegue la protesta contro la liberalizzazione: introvabili in tutta la città / FOTO

Mobilitazione in tutta Italia contro il ddl concorrenza, anche a Firenze praticamente impossibile vedere un'auto bianca in giro

Taxi introvabili oggi a a Firenze. Dalla stazione di Santa Maria Novella, ai parcheggi di piazza della Repubblica, piazza Santa Croce, piazza San Marco, impossibile scovare un'auto bianca. Difficile vederne anche in circolazione. Di fatto sta andando in atto una sorta di “astensione” di massa dal servizio.

“Sono qui da mezz'ora, non ne passa uno”, dice alla stazione un libero professionista in arrivo dal nord Italia. “In 15 minuti, nessun taxi”, confermano alcune turiste statunitensi con grossi bagagli al seguito. “Devo andare all'Impruneta con mio figlio, come faccio?”, chiede una mamma con il telefono in mano. In attesa in realtà ci sono poche persone, perché si sa che i taxi non arriveranno.

“Taxi? Oggi non ne ho visto nemmeno uno”, le parole di un rider di mezza età che fa sosta in piazza San Marco, in attesa che l'algoritmo sul telefono gli assegni una nuova consegna.

Una forma di protesta a macchia d'olio in tutta Italia, da Torino, a Genova a Milano a Napoli, contro la liberalizzazione prevista dal 'ddl concorrenza', in particolare contro l'articolo 10, dove si parla di “adeguamento dell’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l’interconnessione dei passeggeri e dei conducenti”.

“Siamo molto preoccupati per l'approvazione di questo disegno di legge. Il servizio di radiotaxi è attivo, ma è innegabile che è difficile trovare auto in giro”, dice Simone Andrei, presidente della cooperativa fiorentina Socota 4242.

La trasformazione in legge di suddetto testo, sostengono i tassisti, "spalancherebbe le porte a servizi come Uber". Uno scenario che le auto bianche vedono come il fumo negli occhi e che vogliono evitare a tutti i costi. La protesta è esplosa con ancora più forza dopo la pubblicazione dell'inchiesta internazionale sugli 'Uber Files', nella quale emergono nei confronti della multinazionale americana accuse, tra le altre, di aver fatto fortissime pressioni sui governi di mezzo mondo per avere una legislazione favorevole e di sfruttamento del lavoro.

Pressioni sui governi e sfruttamento dei lavoratori, Uber nella bufera

L'inchiesta sugli 'Uber Files', scrivono in una nota i sindacati dei tassisti, "ha incendiato le piazze italiane, provocando il fermo spontaneo pressoché totale degli esasperati operatori del servizio".

A Roma alcuni tassisti hanno passato la notte scorsa incatenati vicino alla sede di Palazzo Chigi, sede del governo, e proteste con migliaia di tassisti, con fumogeni e petardi, tenuti a bada dalle forze dell'ordine, sono andate in scena anche oggi. Nella capitale sarebbero arrivati anche tassisti fiorentini.

“Non dovrebbe indignare la nostra protesta, ma il contenuto dell'inchiesta sugli Uber Files. Invece il governo Draghi va avanti come nulla fosse”, commenta Tiziano Barchielli, presidente di Uritaxi Firenze.

“Se la vicenda 'Uber Files' non ha suggerito al governo di accantonare l'articolo 10, siamo di fronte ad un muro di gomma di una tale arroganza che è inevitabile lo sdegno della nostra categoria”, dichiara il presidente nazionale Uritaxi, Claudio Giudici.

“Il servizio taxi può essere migliorato, certo, ma funziona bene e si rivolge a tutta la popolazione, anche la più fragile", sostiene il presidente di Uritaxi, secondo il quale "è in atto da anni una narrazione ribaltata che descrive un servizio di qualità come i taxi uno dei mali del Paese e i servizi offerti da multinazionali che fanno dell’illegalità, della corruzione di politici e del finanziamento di opinionisti e 'influenzatori', dello sfruttamento e del caporalato sul lavoro, della violazione dei dati personali, della istigazione alla violenza, dell’evasione nei paradisi fiscali, un qualcosa di 'straordinario' e 'innovativo' ostacolato dalla 'lobby violenta dei tassisti'. Il vero 'servizio straordinario' - dice Giudici -, è il settore taxi, come ci raccontano le indagini demoscopiche, al di là delle mele marce chiaramente presenti anche in questo settore”.

Altri due giorni di sciopero sono in programma la prossima settimana, il 20 e 21 luglio. Ma altre forme di protesta potrebbero proseguire anche nei prossimi giorni. In passato la categoria è già più volte riuscita a bloccare modifiche alla regolamentazione del settore, vedremo se ci riuscirà anche questa volta.

Perché i tassisti hanno paura delle liberalizzazioni

FOTO - Protesta tassisti, auto bianche introvabili in tutta la città

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