La protesta di medici e specializzandi: "Noi eroi nell'emergenza coronavirus? Allora dateci dignità e contratto" / FOTO

Protesta al Duomo e in altre città italiane: "Pochi posti per le specializzazioni, e vogliamo un contratto vero"

Medici neolaureati, specializzandi e studenti di medicina oggi in piazza in oltre venti città italiane, tra le quali Firenze e Pisa, per chiedere al governo, tra le altre cose, l'aumento del numero delle borse per i corsi di specializzazione, ai quali si può accedere dopo il conseguimento della laurea, e la trasformazione delle 'borse' in veri e propri contratti di lavoro.

“Durante l'emergenza coronavirus abbiamo lavorato a tutti gli effetti come medici, ma senza le tutele degli assunti nel Servizio sanitario nazionale”, spiega Salvatore Mazzeo, specializzando in neurologia ed esponente di 'Chi si cura di te Firenze', una delle sigle che compongono la rete nazionale 'Medici in mobilitazione nazionale', che ha organizzato la manifestazione odierna.

In piazza Duomo a Firenze questa mattina erano decine i medici neolaureati in presidio, con mascherine e camici bianchi. Tutti dovranno affrontare a settembre i concorsi per accedere ai corsi di specializzazione (erano previsti in luglio ma sono stati spostati a causa del Covid).

'Stop imbuto formativo', 'Non mancano medici, mancano specialisti', 'Avete rotto i polmoni', 'Senza borsa allo specializzando la salute è allo sbando', si leggeva in alcuni degli striscioni tenuti in mano durante il sit in di fronte alla sede della Regione Toscana.

Perché 'imbuto'? “Perché al momento in Italia ci sono 22mila medici neolaureati e 10mila di loro saranno tagliati fuori dall'imbuto creato dall'esiguo numero delle borse messe a disposizione, solo 12mila”, spiegano i neolaureati Livio Tarchi e Matteo Santini, che dopo l'estate quell'imbuto dovranno affrontarlo.

“Durante l'emergenza Covid è emersa in maniera eclatante la necessità di avere più medici ma nonostante ciò molti non potranno proseguire nella formazione, senza contare le difficoltà di sostituire le migliaia che andranno in pensione. Siamo stati eroi dell'emergenza Covid? Allora dateci la dignità di un contratto vero”, aggiunge Mazzeo.

Con le 'borse', infatti “mancano tutte le tutele che avremmo con un contratto vero, che rivendichiamo con forza: indennità, straordinari e quant'altro”. Una delegazione è stata ricevuta dal presidente della Regione Enrico Rossi. “Gli abbiamo chiesto di farsi portavoce delle nostre istanze presso la conferenza Stato-Regioni”, spiega ancora Mazzeo.

Rossi che la prossima settimana, si legge su un post pubblicato su Facebook dopo l'incontro, li "convocherà per un tavolo tecnico per discutere della riforma della formazione medica e farsi portavoce delle nostre rivendicazioni: diritti e tutele per specializzandi e corsisti in medicina generale, azzeramento dell'imbuto formativo, formazione di qualità e rivalutazione della medicina territoriale”.

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