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Piazza Duomo, i ristoratori apparecchiano in terra per protesta: "Fateci lavorare e vivere" / FOTO

Confcommercio: "E' come siamo ridotti, a terra". Giani: "Garantirò che aiuti arrivino subito"

Piazza Duomo apparecchiata dai ristoratori di tutta la Toscana. Tovaglie bianche sulle pietre, sotto il cupolone del Brunelleschi, con tanto di piatti, posate e bicchieri.

E' la protesta regionale del settore ristorazione organizzata da Confcommercio e andata in scena questa mattina, contro le restrizioni previste dall'ultimo Dpcm firmato da Conte, in primis la chiusura alle 18.

“E' la rappresentazione di come è ridotto il settore ristorazione: a terra. Siamo in tante città a lanciare questo grido d'allarme, ma con la professionalità e la compostezza che ci accompagna”, spiega il presidente di Fipe Confcommercio Toscana Aldo Cursano.

“Questo ultimo Dpcm ha decretato la nostra morte. Non possiamo assistere da testimoni mentre le nostre imprese, le nostre vite, i nostri sacrifici rischiano di essere gettati alle ortiche. Ci venga restituita la vita, con i provvedimenti che il decreto prevede a livello regionale”, chiede Cursano.

Il riferimento è alla possibilità, a livello regionale appunto, di tornare a prolungare gli orari di apertura in caso di diminuzione dei contagi. Una possibilità che già ieri il presidente Eugenio Giani ha evocato e nel quale oggi torna a sperare.

“Negli ultimi giorni definirei sotto controllo la situazione dell'epidemia in Toscana. Siamo passati dai 2mila170 casi di lunedì ai poco più di 1.800 di ieri e ai poco più di 1.700 di oggi”, ripete il governatore. “Se la curva epidemiologica si stabilizza tra 10 o 15 giorni potremmo pensare a prolungare gli orari”.

E cita l'esempio della provincia autonoma di Trento e della Sardegna, regioni però a statuto speciale. Parole di ottimismo dunque, anche se a livello nazionale l'epidemia sembra tutto fuor che sotto controllo e non sono pochi, al contrario di Giani, a parlare della necessità di ulteriori restrizioni.

Le attività chiedono anche aiuti economici. Il governo ha stanziato con il 'decreto Ristori' 5 miliardi, promettendo che i fondi arriveranno a breve a chi ne ha diritto, entro il 15 novembre. “Vigilerò, anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni, affinché arrivino subito”, assicura Giani.

'Lavorare', si legge invece in tanti cartelli esposti da cuochi, camerieri e addetti vari della ristorazione scesi in piazza.

“E' un settore fondamentale anche per l'indotto che muove, dai fornitori ai trasporti”, spiega Antonio Morelli, vicepresidente della Federazione italiana cuochi. “Chiudere alle 18 un ristorante è come chiudere un bar la mattina, assurdo. Ho speso 15mila euro per allargare la mia trattoria e ora dobbiamo di nuovo serrare”, aggiunge Sergio Mariotti, titolare di una trattoria a San Piero a Sieve.

“Tra camerieri e cucina lavoravamo in 13. Siamo rimasti in 5”, è la situazione riportata invece da Marco Stabile de 'L'ora d'aria', noto ristorante di via dei Georgofili.

Passa il rumoroso corteo di protesta dei tassisti, che stamani hanno attraversato tutta la città. Poi prende la parola per solidalizzare con i manifestanti anche il sindaco Dario Nardella, ma viene interrotto dai fischi delle ultime fila, dove compare anche qualche esponente di CasaPound, compreso il leader fiorentino Saverio Di Giulio.

La protesta dei tassisti: in centro a clacson spiegati

La protesta di oggi è filata via liscia, ma ce ne saranno altre nei prossimi giorni. Su una in particolare resta alta l'attenzione. Quella evocata da un volantino per venerdì sera, 30 ottobre, in piazza Signoria. Volantino che gira sulle chat e sul web, non 'firmato' ma la cui simbologia indirizza verso l'estrema destra.

Allerta per il volantino che chiama alla protesta sotto Palazzo Vecchio

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